Lavori Pubblici

Anac/3. L'ultimo saluto di Cantone: troppi poteri sugli appalti, abbiamo sbagliato a non dirlo subito

Mauro Salerno

«Errore strategico non dire con chiarezza che non potevamo occuparci insieme di regolazione e vigilanza»

L'esperienza dell'Anac è stata più che positiva, ma nel tracciare il bilancio dei cinque anni di presidenza dell'Anticorruzione, nel suo discorso di commiato (una lectio magistralis tenuta ieri sera alla Luiss di Roma), Raffaele Cantone non ha mancato di fare autocritica.

«Quando è stato varato il codice appalti del 2016 - ha detto Cantone - abbiamo sbagliato a non dire con chiarezza che ci erano stati assegnati troppi poteri. Avremmo dovuto spiegare che non potevamo occuparci insieme di regolazione e vigilanza. E che avremmo dovuto svolgere solo quest'ultimo ruolo. È stato un errore strategico che abbiamo pagato nel tempo».

Anche la competenza sugli arbitrati bancari, per Cantone, è stata assunta «per pura generosità istituzionale». Ma «in quel caso è stato un successo», ha detto l'ex presidente dell'Autorità ora tornato al suo vecchio ufficio al Massimario della Cassazione. «In un anno e due mesi abbiamo eliminato tutti gli arbitrati delle quattro banche senza far pagare un euro alle casse pubbliche».

Cantone ha rivendicato altri successi come il modello di «vigilanza collaborativa» inaugurato in occasione dell'Expo di Milano che, dopo la bufera giudiziaria «ha permesso di completare i lavori in tempo, senza ulteriori inchieste sugli appalti controllati da noi e senza neppure un ricorso al Tar» o le norme sulla trasparenza che «sono sicuramente tra le più attuate in Italia». Ma ha ricordato anche «che questi anni non sono stati tutti rose e fiori».

«Abbiamo subito attacchi beceri», ha detto il magistrato. «Qualcuno diceva aboliamo l'Anac e che contro la corruzione servisse il buonsenso». In questi anni, ha concluso, «abbiamo subito attacchi da ambienti anche da contesti che avremmo dovuto considerare dalla parte nostra. Si è creata nell'opinione pubblica anche la convinzione sbagliata che l'Anac rappresentasse uno strumento per bloccare gli appalti. Il nostro contributo è stato invece importante per come supporto alle amministrazioni e in tanti casi è servito a far partire più velocemente i cantieri».


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