Lavori Pubblici

Storie d'impresa. La trevigiana Maeg per l'ospedale pediatrico di Emergency in Uganda

B.Ga.

L'impresa di costruzioni con sede a Vazzola si è offerta di realizzare la struttura promossa dall'organizzazione fondata da Gino Strada

Le loro strade si sono incrociate in diversi Paesi: l'azienda trevigiana delle costruzioni e l'associazione umanitaria fondata da Gino Strada che offre cure gratuite e di qualità alle vittime delle guerre, della povertà, e promuove una cultura di pace e diritti. Così, quando Emergency ha avviato la costruzione di un nuovo ospedale in Uganda, ha trovato la collaborazione di Maeg costruzioni, società con quartier generale a Vazzola (Treviso). «Ci siamo offerti come centro di raccolta per il materiale che acquistavamo e rivendevamo loro senza alcun ricarico di costi, e come garanzia per il credito fornito loro dalle istituzioni, dopo averli a lungo osservati lavorare con grande serietà» racconta Alfeo Ortolan, fondatore e presidente Maeg. Il nuovo ospedale nel Paese africano ospiterà la chirurgia pediatrica: i lavori sono già oltre il 95%. A dicembre sono in programma i collaudi per ottenere le necessarie certificazioni. A fine dicembre inizieranno le procedure per la selezione del personale sanitario, che si concluderanno a febbraio mentre si procederà all'equipaggiamento dell'ospedale. L'apertura ufficiale è in calendario per mercoledì 1 aprile, al termine del periodo di formazione degli addetti; 300 alberi, piantati da due specialisti arboricoltori provenienti dall'Italia, sono stati messi a dimora davanti alla nursery.

Maeg realizza oggi l'80% del fatturato all'estero: è così trevigiana anche la firma sul ponte di Svilaj - due corsie distinte, lungo 640 metri e largo 29 - che da aprile unisce Croazia (appartenente alla Ue) e Bosnia-Erzegovina. I due cantieri, allestiti sulle sponde della Sava - uno in territorio bosniaco, l'altro in terra croata - hanno visto le maestranze lavorare andandosi incontro. Un'opera che è anche una pietra miliare a rafforzare le relazioni tra i due Paesi. «Quel ponte sulla Sava che a Belgrado va a congiungersi col Danubio - sottolinea Ortolan - è parte del corridoio paneuropeo 5c, che collega il porto croato di Ploče con la capitale ungherese Budapest, ed è strategico per le vie di comunicazione e di trasporto dell'Europa centro-orientale». In Italia, Maeg è al lavoro sulla struttura esterna del Nido verticale, la torre che ospiterà il quartier generale milanese di UnipolSai.

La struttura, progettata dallo studio Mario Cucinella architects, raggiungerà i 125 metri di altezza e occuperà una superficie di 35mila metri quadrati. Sono 23 piani costruiti sopra una linea della metro: per distribuire il peso della struttura, la torre poggia sopra una lastra di 45 metri per 14 con un peso di 745 tonnellate. La struttura esterna è formata da un reticolo di elementi tubolari a sezione circolare, di diametro 600 mm e spessore 40 mm interamente saldati fra loro, che conferisce all'edificio la sua forma caratteristica che ricorda l'intreccio dei rami di un nido. Nello spazio fra il nucleo centrale e la struttura in acciaio esterna si troverà il "grande vuoto" all'interno del quale sarà realizzato un giardino verticale che culminerà in sommità con una serra. Maeg ha cinque stabilimenti produttivi, tre nel Trevigiano e due in provincia di Pordenone, con 300 dipendenti. L'azienda ha compiuto 40 anni e il passaggio generazionale è assicurato con l'ingresso di tre figli in azienda. Lavorare in Paesi tanto diversi significa imparare le regole e seguirle: «Ci sono luoghi nei quali le regole sembrano essere tutto, ma alla fine serve la capacità di risolvere i problemi sul posto, quando si presentano. In generale all'imprenditoria italiana viene riconosciuta questa capacità. Abbiamo lavorato in contesti difficilo come Bassora, in Iraq, per il ponte lungo 1.188 metri che attraversa la confluenza tra i fiumi Tigri ed Eufrate, primo passo di un ampio programma di urbanizzazione previsto per la regione irachena. Maeg ha operato come general contractor e il lavoro è stato completato in soli 26 mesi».


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