Lavori Pubblici

Sicurezza, in una settimana due morti e quatto feriti nei cantieri del Lazio

Q.E.T.

Fabio Turco (Filca-Cisl Lazio): poche ispezioni nei cantieri, al governo chiediamo più controlli contro irregolarità e lavoro nero

«Due morti e quattro feriti in una settimana tra i cantieri edili del Lazio. Sette le vittime dall'inizio dell'anno. Mentre la politica, a tutti i livelli, continua a fare le sue strategie di governo ed a occuparsi dei massimi sistemi con scarsi risultati, in edilizia si continua a morire. La causa dei troppi infortuni mortali nel settore è da addebitare ai pochi controlli che si effettuano tra i cantieri, con un calo delle ispezioni a Roma e nel Lazio che hanno favorito la crescita del lavoro nero ed irregolare. La sicurezza nei cantieri è messa a rischio dal comportamento irresponsabile di molti imprenditori che cercano di risparmiare togliendo risorse alla voce sicurezza».

La denuncia arriva da Franco Turri, segretario generale Filca Cisl del Lazio. «Al nuovo governo ed alla Regione Lazio - aggiunge il rappresentante sindacale - chiediamo interventi urgenti per rafforzare i sistemi di controllo nei cantieri. Chiediamo più risorse per la prevenzione e la formazione, più investimenti e personale ispettivo per la lotta al lavoro nero ed alle irregolarità, più controlli e sanzioni: sono questi gli strumenti più efficaci per limitare gli infortuni, le malattie professionali e la strage di vite umane che ogni giorno si consuma tra i cantieri».

Filca Cisl ricorda che dal 1 gennaio 2003 nel Lazio nel settore delle costruzioni sono morti 209 operai, 121 a Roma e provincia, 36 a Frosinone, 32 a Latina, 16 a Viterbo e 4 a Rieti. Un «massacro» che richiede «un deciso cambio culturale che annoveri il tema della sicurezza come priorità da cui partire e dal quale tutto il resto debba discendere».


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