Lavori Pubblici

Grandi opere/2. Tante parole, zero cantieri: serve un cambio di passo

Giorgio Santilli

Gli ultimi otto mesi sono stati uno spettacolo indecente. Il braccio di ferro sulla Tav ha fatto male a tutti. Basta discussioni. Partire subito

Soltanto parole: liti, discussioni infinite, politica della peggiore specie. Parole su carta: decreti, correzioni, contro-correzioni parlamentari, emendamenti annunciati e poi ritirati, una catena infinita di atti attuativi. Parole di una politica sterile, parole di burocrazia senza fine. Zero cantieri. Gli ultimi otto mesi sono stati uno spettacolo indecente e il risultato è che all'analisi, giusta, sulla necessità di sbloccare i cantieri, non sono seguiti i fatti.È forse un paradosso che il primo atto concreto venga da un ministro che sta facendo le valigie e che è stato considerato un uomo che ha frenato e non ha accelerato. Il braccio di ferro sulla Tav ha fatto male a tutti.

Il piano presentato da Toninelli alla presidenza del consiglio – via ministro dell'Economia – è comunque un atto concreto cui deve rispondere una decisione operativa in tempi rapidissimi. Abbiamo bisogno di aprire subito i cantieri ovunque possibile e di accelerare le progettazioni per aprirli il prima possibile. Il premier si faccia garante di questo e la nuova maggioranza lo aiuti in questa direzione. L'ultima cosa di cui ora abbiamo bisogno è ricominciare a discutere norme e progetti, questo sì, quello no, magari dividendosi su colpe e responsabilità. Partiamo da quello che c'è e facciamo subito. Subito. E se ci sono cose da aggiungere, si aggiungano, senza riaprire discussioni che sono una ferita per il Paese.


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