Lavori Pubblici

Sblocca-cantieri/4. Cantone: ok al regolamento unico ma su linee guida critiche infondate all'Anac

Mauro Salerno

Scambio polemico in Commissione Lavori pubblici del Senato: «Mi auguro di tornare al più presto a fare il magistrato»

«Non è assolutamente mia intenzione difendere il codice appalti, che non è il codice dell'Anac. Va benissimo il ritorno al regolamento unico se questa è la scelta del Governo e del Parlamento, ma non è possibile accettare critiche infondate all'azione dell'Autorità».

Pur chiedendo comprensione per il «tono polemico» il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone ha scelto di difendere con forza il lavoro svolto dall'Autorità nel corso dell'audizione sulla riforma appalti in Commissione lavori pubblici del Senato.

«Non è vero che l'Autorità doveva fare 50 linee guida come qualche autorevole esponente del mondo associativo privato ha sostenuto. Questo dato è falso e denota scarsa conoscenza del codice. L'Autorità doveva fare 10 linee guida e ne ha fatte sette peraltro riviste alla luce del decreto Correttivo del 2017». «Su questo dato accetto qualsiasi sfida - ha aggiunto il presidente -. Possono essere state fatte bene o male. Tutte le critiche sono legittime e anzi benvenute, ma devono essere fondate sui fatti». «Detto questo - ha concluso - qualunque sia il contributo che ci verrà chiesto lo daremo. Se non ci verrà chiesto, ovviamente, non lo daremo».

Per Cantone il codice degli appalti soffre di un giudizio negativo «immeritato», soprattutto perchè è mancata l'attuazione dei suoi «pilastri principali» come «la qualificazione delle stazioni appaltanti, la nomina dei commissari di gara esterni alle amministrazioni o il rating di impresa». Certo, ha aggiunto, «ci sono delle cose da cambiare» e «qualche intervento lo abbiamo suggerito noi», ma per certi aspetti «l'approccio verso questo codice non è giustificato da quanto realmente accaduto». Sul punto Cantone ha citato «i dati del Cresme che certificano come sui bandi di gara siamo tornati ai livelli del 2013». E questo, ha spiegato Cantone, significa «che sugli aspetti regolati dal codice, cioè gare e aggiudicazioni, siamo tornati in linea. Se poi ci sono aspetti che bloccano i lavori dopo questa fase si deve a ragioni che esulano dal codice».

Nel corso dell'audizione in Senato sulla riforma degli appalti il presidente dell'Anac Raffaele Cantone si è soffermato sui poteri dell'Autorità, che verrebbero rivisti in base al decreto Sblocca-cantieri e alla legge delega depositata in Parlamento. «Non ci sono poteri che rivendichiamo per nessun motivo. Non abbiamo mai chiesto poteri di regolazione così ampi. E anzi siamo convinti che alcuni potrebbero tornare alla funzione di amministrazione attiva del Mit».

Scambio polemico infine con il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni. «Lei ha sostenuto che il problema del Paese è Cantone che deve essere cacciato. Non è piacevole sentire queste parole. Le dico comunque - ha replicato il presidente Anac - che io spero vivamente di essere cacciato e tornare a fare il magistrato. È una cosa che mi auguro di poter tornare a fare al più presto».


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