Lavori Pubblici

Oggi lo sciopero generale degli edili: cosa chiedono i sindacati (convocati da Conte)

Mau.S.

Investimenti, riforme mirate del codice appalti, fondi a garanzia dei crediti delle imprese tra le richieste dei rappresentanti dei lavoratori oggi in piazza a Roma

Un primo risultato è stato portato a casa. La convocazione del Presidente del Consiglio all'interno del giro di audizioni previste oggi sul decreto sbloccacantieri. Insieme alle imprese dell'Ance, le Regioni e i Comuni Palazzo Chigi ascolterà anche i rappresentanti dei lavoratori dell'edilizia scesi in piazza oggi a Roma, in occasione dello sciopero generale indetto da Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil.

A manifestare incrociando le braccia per otto ore sono i tutti i comparti del settore delle costruzioni (edilizia, cemento, lapidei, legno arredo, laterizi). La convocazione a del Presidente del Consiglio, al tavolo cui siederanno anche il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, serve a rasserenare i toni della protesta giunta al culmine di una crisi che ha prodotto la perdita di almeno 600mila posti di lavoro nel settore.

«Questo è un primo risultato delle mobilitazioni confederali e di categoria - spiegano i segretari generali di Fillea, Filca e Feneal, Alessandro Genovesi, Franco Turri e Vito Panzarella . Sul merito, come sindacato delle costruzioni, andremo al confronto con la piattaforma alla base dello sciopero generale unitario di domani, sciopero che a questo punto diventa ancora più importante per sostenere le proposte del mondo del lavoro, le quali più che rivendicare nuove regole, chiedono politiche industriali, investimenti, azioni di sistema finanziarie e sulla qualità dell'occupazione, per difendere il lavoro che c'è e crearne di nuovo, stabile, ben pagato e sicuro».

Le richieste chiave
Nel lungo elenco di proposte contenuto nella piattaforma che i sindacati presenteranno a Conte spicca la richiesta di creare un fondo di garanzia per i crediti vantati dalle imprese messe in ginocchio dalla crisi e di interventi mirati sul mondo bancario per far fronte alla fragilità finanziaria delle aziende che lavorano nel settore pubblico, a causa dei lunghi tempi di pagamento. Non potevano mancare certo la richiesta di spingere sugli investimenti, completando tutte le grandi opere (incluse Tav, Terzo valico e i grandi nodi della mobilità urbana) e di riformare in modo mirato il codice appalti «senza ridurre le tutele dei lavoratori».

L'appoggio dei costruttori
Anche i costruttori sono idealmente al fianco dei sindacati di settore che domani manifesteranno a Roma. «Le preoccupazioni sono esattamente le stesse, i temi sono identici», ha detto il presidente dell'Ance, Gabriele Buia. «Siamo molto vicini al sindacato perché esprime le stesse preoccupazioni che abbiamo espresso noi». Manifestazioni così sono « da sostenere» perché "è nell'interesse del Paese. È un problema di tutti.


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