Lavori Pubblici

Condotte, via libera Ue alla garanzia statale. Ora i 190 milioni dalle banche

Alessandro Arona

Ok della Commissione: «Copertura necessaria per salvare i cantieri e i posti di lavoro. Entro sei mesi liquidazione o piano di rilancio»

La Commissione europea ha approvato ieri (12 dicembre), in base alle norme sugli aiuti di Stato, il progetto dell'Italia per la concessione di una garanzia statale di 190 milioni di euro a Condotte d'Acqua in amministrazione straordinaria. La misura consentirà all'impresa di costruzioni di far fronte al suo urgente fabbisogno di liquidità limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza.

La richiesta era stata notificata solo il 30 novembre scorso da parte del governo italiano, dunque il via libera di Bruxelles – rispetto a casi analoghi – è arrivato in tempi molto brevi.
A questo punto, dopo l'autorizzazione da parte della Commissione europea, si attende entro Natale l'erogazione della linea di credito da parte del pool delle banche creditrici (Intesa Sanpaolo e Unicredit le principali). Al più tardi oggi (13 dicembre) i Ministeri dello Sviluppo (Mise) e dell'Economia (Mef) dovrebbero ricevere la notifica ufficiale da Bruxelles. Poi il Mef dovrà autorizzare con provvedimento dirigenziale la garanzia, a valere sul Fondo rotativo per le crisi delle grandi imprese (anche questo dovrebbe essere un passaggio di pochi giorni). A quel punto i tre commissari potranno incontrare le banche per la firma del prestito ponte, intorno ai 190 milioni di euro, semestrale, con garanzia statale al 100% a prima chiamata.

Le banche, in sostanza, non rischiano nulla. Dopo sei mesi - periodo massimo del prestito (di norma) - le banche possono escutere la garanzia: lo Stato italiano dovrà cioè restituire i 190 milioni alle banche e subentrerà ad esse nel ruolo di creditore di Condotte (si “insinua” nel passivo, in termini tecnici). È cioè pressoché certo che l'impresa in amministrazione non sia in grado di restituire il prestito, neppure in parte, in sei mesi, e dunque lo Stato finisce per accollarsi il prestito. Dunque si attende ragionevolmente il prestito ponte delle banche entro Natale. Già con l'ok di Bruxelles, comunque, l'amministrazione straordinaria di Condotte potrà presentarsi più forte agli appuntamenti in programma con le stazioni appaltanti (per il riavvio di cantieri e l'attivazione di gare aggiudicate) e con le altre imprese associate in grandi lavori. Venerdì 14 dicembre, ad esempio, è in programma il consiglio dei rappresentanti del Cociv, il general contractor del Terzo Valico, commessa dal quale Condotte non vuole uscire (vale per l'impresa romana circa un miliardo di euro di valore residuo), nonostante le pressioni di Salini Impregilo per subentrare nelle sue quote, vista l'inadempienza di Condotte nei pagamenti da un anno a questa parte.

La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha spiegato che «un'uscita improvvisa di Condotte dal mercato metterebbe in difficoltà numerose imprese e condurrebbe alla perdita di molti posti di lavoro: l'aiuto italiano al salvataggio approvato consentirà a Condotte di proseguire le proprie attività e di evitare nell'immediato ritardi nell'esecuzione di importanti opere infrastrutturali, e darà agli amministratori della società il tempo necessario per riportarla alla redditività».
In Italia, nota la Commissione, si è registrato un calo degli investimenti pubblici nel settore dell'ingegneria civile tra il 2008 e il 2015, i ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni costituiscono un problema persistente e le procedure di aggiudicazione e composizione delle controversie con le amministrazioni aggiudicatrici richiedono tempi molto lunghi. L'azione combinata di tutti questi fattori “mette a dura prova le imprese italiane di costruzioni”.

Il 30 novembre 2018 l'Italia aveva notificato a Bruxelles l'intenzione di concedere a Condotte una garanzia temporanea di 190 milioni di euro su prestiti e obbligazioni che consentirà all'impresa di far fronte al proprio fabbisogno di liquidità per il prossimo semestre a un tasso di interesse adeguato. L'esecutivo Ue ha concluso che l'aiuto previsto è necessario per consentire a Condotte di proseguire le proprie attività e per non mettere a repentaglio i progetti infrastrutturali pubblici in corso: «Se Condotte uscisse improvvisamente dal mercato, sarebbe difficile per un concorrente subentrarle immediatamente riprendendone tutte le attività senza che ciò comporti il rischio di ulteriori ritardi nell'esecuzione dei progetti».
Inoltre, «Condotte svolge un ruolo importante nel settore delle costruzioni non soltanto per l'ingente numero di posti di lavoro diretti che crea, ma anche per il numero, di gran lunga più elevato, di posti di lavoro indiretti e di legami commerciali che mantiene con subappaltatori e fornitori». Infine, «il fabbisogno di liquidità dell'azienda per i prossimi mesi si basa su ipotesi ragionevoli».

D'altra parte, «l'Italia si è impegnata a notificare alla Commissione, entro un termine di sei mesi, la cessazione della garanzia statale, la liquidazione della società o un piano di ristrutturazione». Di qui la conclusione positiva: la misura secondo l'Antitrust europeo «è conforme alle norme in materia di aiuti di Stato in quanto consentirà a Condotte di proseguire le proprie attività e di evitare ritardi nella realizzazione di progetti infrastrutturali pubblici. Peraltro, la breve durata della misura ridurrà al minimo le possibilità di distorsioni della concorrenza dovute al sostegno statale».


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