Lavori Pubblici

Autostrada Roma-Latina, l’Ance contro Zingaretti: no all’in house ma investire i fondi Cipe sulla Pontina

Massimo Frontera

Dopo l’annullamento della maxi-gara, i costruttori edili di Roma e del Lazio chiedono di utilizzare i 460 milioni Cipe per migliorare la strada statale esistente

Dopo l’annullamento del maxi-project financing da 2,7 miliardi per realizzare la nuova autostrada Roma-Latina, i costruttori edili dell’Ance propongono di riutilizzare le risorse che il Cipe aveva stanziato a favore del progetto per migliorare la situazione dell’attuale statale Pontina, respingendo al mittente la proposta avanzata dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti di realizzare l’opera in house da parte di Autostrade del Lazio Spa e Anas.

«Pur avendo criticato come Associazione sotto diversi aspetti la procedura di gara per l'autostrada Roma-Latina non posso non manifestare incredulità per l'esito di un percorso che, a livello di programmazione dell'intervento, è addirittura iniziato circa 15 anni fa ed ora viene clamorosamente azzerato», hanno detto Niccolò Rebecchini e Domenico Merlani, rispettivamente presidenti dei costruttori di Roma (Acer) e Lazio (Urcel) dopo la sentenza shock pubblicata giovedì scorso. «Comprendo anche l'amarezza del Presidente della Regione Zingaretti - aggiungono gli imprenditori - che, all'esito di un percorso defatigante, vede svanire la possibilità di realizzare un'opera infrastrutturale di grande rilevanza per il territorio e lo porta anche a prospettare soluzioni tecniche di difficile praticabilità quali quella dell'esecuzione in house».

«Tale esito, peraltro, ci rafforza nella nostra convinzione che la vera necessità e urgenza sia quella dell'immediata messa in sicurezza dell'attuale tracciato della SS Pontina magari utilizzando allo scopo le risorse pubbliche destinate, i 460 milioni del Cipe, alla realizzazione del corridoio autostradale oggi azzerata. Così facendo in circa 24/36 mesi i cittadini potrebbe vedere realizzata una strada finalmente più sicura», aggiungono Rebecchini e Merlani. «Qualora, poi, si reputasse di dare comunque seguito alla realizzazione del corridoio autostradale, reputiamo opportuno rivedere la tipologia di gara da utilizzare, onde evitare le criticità che hanno portato alla pronuncia del Consiglio di Stato, reperendo le necessarie risorse pubbliche».


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