Lavori Pubblici

Lavoro: nei cantieri persi 537 mila posti in 9 anni, nel 2017 primo segno positivo

Mauro Salerno

Gli ultimi numeri comunicati dall'Istat nel rapporto annuale 2018: nelle costruzioni il dato più pesante tra i settori economici

La novità è che c'è finalmente una buona notizia per il mondo del lavoro che ruota attorno alle costruzioni. La conferma è che i cantieri sono il settore produttivo che ha pagato il dazio più alto alla crisi in termini di perdita di occupazione. Le due informazioni sono contenute nel rapporto annuale che l'Istat ha presentato ieri a Roma.

Partiamo dalla buona notizia. Nel 2017 l'occupazione nelle costruzioni è cresciuta dello 0,9% rispetto all'anno precedente. Si tratta della «prima variazione positiva dal 2009», sottolineano i tecnici dell'Istat. L'anno scorso gli addetti impiegati dai cantieri sono aumentati di 12mila unità in termini assoluti, arrivando fino a quota 1.416mila lavoratori.

Un numero - e qui si passa alle confeme negative - che esprime un crollo delle posizioni lavorative espresse dal settore edile. Tra il 2008 e il 2017 i cantieri hanno perso ben 537mila addetti, con una cura dimagrante del 27,5% che non eguali nel resto dei settori industriali. E anche riducendo lo sguardo agli ultimi quattro anni (2013-2017) il calo è stato pesante si in termini assoluti (-137mila posti) che percentuali ( -8,8% ).


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