Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, Cittadinazattiva: ancora scarsa la conoscenza sul rischio sismico

Massimo Frontera

Bilancio con molte ombre nel XV rapporto dell'associazione presentato ieri a Roma. Galimberti (unità di missione): da luglio a oggi avviati altri 148 cantieri

Dal controsoffitto a rischio alla carta igienica che manca, dalle verifiche strutturali da fare agli impianti da sostituire, dall'accessibilità limitata agli edifici ormai inadeguati alle esigenza della didattica.
Anche nell'ultimo consueto rapporto presentato ieri da Cittadinanza attiva la lista degli aspetti da migliorare nel patrimonio di edilizia scolastica è lunga. Il rapporto ricorda che nonostante l'edilizia scolastica sia un tema che è stato aggredito dall'azione di governo, manca ancora molto per dire che i problemi sono risolti. In cima alla lista c'è proprio la sicurezza delle strutture. Il XV rapporto di Cittadinanzattiva- realizzato con il Miur e la Protezione civile - fa un punto dei vari fronti ancora aperti.
«Molto è stato fatto dal 2015 ad oggi sull'edilizia scolastica da parte del Governo - riconosce Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva - ma non si può ancora parlare di un'inversione di tendenza». «Occorre proseguire per almeno un decennio in questo titanico impegno, offrendo certezze a Comuni e Province circa la continuità nell'erogazione dei fondi», ha aggiunto.

Il campione di 75 scuole (in dieci regioni)
Il cuore del rapporto è un "carotaggio" effettuato su 75 edifici in dieci diverse regioni, con una prevalenza nei territori del Mezzogiorno. Più precisamente la distribuzione è la seguente: Valle d'Aosta (6), Piemonte (1), Veneto (2), Lazio (2), Abruzzo (8), Campania (23), Basilicata (4), Calabria (11), Sicilia (11), Sardegna (7). Un campione costruito anche in base alla scarsa disponibilità a fornire i dati: «È soprattutto a causa dei numerosissimi dinieghi se il rapporto annuale di Cittadinanzattiva può contare su un campione di scuole numericamente limitato», si legge nel rapporto.
All'interno del campione, una scuola su quattro risulta avere una manutenzione inadeguata e solo il 3% delle strutture si può definire in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco. Segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. Ancora: il 44% delle mense è privo di porte antipanico e il 37% ha impianti elettrici obsoleti. L'88% delle scuole ha un cortile, ma nel 30% dei casi è usato come parcheggio.

Le verifiche sulla sicurezza strutturale in 4.401 scuole (in 19 regioni)
A questi dati si aggiungono quelli che, per la prima volta - segnala il rapporto - sono stati ottenuti da Cittadinanzattiva a seguito di istanza all'accesso civico inviata in 2.821 Comuni e Province. E che, sulla base delle risposte pervenute, hanno permesso di censire 4.401 edifici scolastici di 19 regioni. «In tal modo - hanno spiegato i rappresentanti dell'associazione civica - abbiamo un quadro più aggiornato rispetto alla sicurezza strutturale e sismica e informazioni dettagliate rispetto alle certificazioni e agli investimenti degli Enti locali sulle indagini sui solai e la manutenzione ordinaria e straordinaria di questi istituti».
«Per le scuole situate in zona sismica (oltre la metà), la situazione non è incoraggiante - si legge nella sintesi diffusa da Cittadinanzattiva -: solo un quarto ha l'agibilità statica, poco meno della metà il collaudo. In poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate)».
«Il quadro complessivo - commenta più in dettaglio lo studio - non evidenzia una situazione rassicurante. Se pensiamo che la verifica di vulnerabilità sismica è stata resa obbligatoria con una Ordinanza del 2003 più volte prorogata fino al 31 marzo 2013, e che la verifica non rendeva obbligatorio l'intervento, si rimane davvero amareggiati di fronte a una situazione di così grave ritardo e inadempienza da parte degli enti proprietari degli edifici scolastici, Comuni e Province. Questo tipo di verifica certamente è lunga e costosa. Per questo il Governo ha previsto un finanziamento specifico di 100 milioni di sufficienti a coprire, secondo un nostro approssimativo calcolo, circa 3.300 edifici scolastici di medie dimensioni».

Galimberti: da luglio avviati altri 148 cantieri
Lo sforzo del Governo sugli interventi di edilizia scolastica «è grandissimo», «il lavoro continua». Inoltre, «ci sono cantieri e finanziamenti in più» rispetto agli ultimi dati presentati a luglio: «si deve proseguire finché anche l'ultima mamma di un qualsiasi paese di Italia si sentirà tranquilla» a mandare il proprio figlio a scuola. Lo ha detto Laura Galimberti, coordinatrice della struttura di Missione per l'edilizia scolastica della presidenza del Consiglio, alla presentazione del rapporto di Cittadinanzattiva. Galimberti ha ricordato che dei «9,5 miliardi di euro» destinati all'edilizia scolastica, «circa 5 sono stati assegnati agli enti locali per precisi interventi.Con 7.383 i cantieri aperti finora, 148 in più rispetto a luglio». «A ottobre - inoltre, ha anticipato Galimberti - partiranno le nuove squadre della task force dell'edilizia scolastica, tecnici sul territorio, mentre prosegue l'iter per la realizzazione delle prossime 10 azioni del Miur»: sono già state assegnate, ad esempio, le risorse per quattro interventi per il ripristino della funzionalità delle scuole nelle aree colpite dal sisma.

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