Lavori Pubblici

Correttivo alla prova: l'obbligo di indicare la terna dei subappaltatori rischia di frenare il mercato

Edoardo Bianchi (vice-presidente Ance nazionale) e Giorgio Mainini (vicepresidente Assimpredil Milano)

Le prime applicazioni della novità: difficile trovare imprese disponibili, anche perché serve una terna per ogni categoria indicata nel bando

Finalmente un aumento dei bandi di gara di lavori pubblici! Ma la soddisfazione delle imprese per questa inversione di tendenza, dopo mesi di stallo, dura il tempo della lettura degli atti di gara.
Difficoltà interpretative, clausole farraginose e, soprattutto, comportamenti disomogenei da una stazione appaltante all'altra rendono estremamente difficoltosa l'attività delle aziende, impegnate più di prima ad approcciare i bandi e a predisporre la relativa documentazione.
Tutto questo in nome della semplificazione che avrebbe dovuto rappresentare il filo conduttore della riforma degli appalti.

L'argomento che oggi più di tutti crea difficoltà operative , talvolta insormontabili , e che sta creando un preoccupante malcontento tra gli associati è quello del subappalto.

Ormai digerito – anche se a fatica-il limite del 30% dell'importo complessivodell'appalto (ma con la speranza in un intervento della Comunità europea) , il vero nodo è rappresentato dalla indicazione della terna dei subappaltatori .

Le imprese lamentano, innanzitutto la difficoltà ad individuare operatori disponibili ad essere designati quali subappaltatori. La disposizione introdotta dal "correttivo" , che impedisce a chi abbia partecipato alla gara di assumere la qualifica di subappaltatore, pone le aziende davanti all'interrogativo: partecipo alla gara o faccio il subappaltatore?

In genere viene privilegiata la prima scelta, anche perché il ruolo e le percentuali dell'appaltatore sono più interessanti. Questo comporta però un reale ostacolo a trovare soggetti disponibili a far parte della terna. Questo è ancora più evidente per alcuni settori specialistici con poche, grandi aziende (ascensori ad esempio) .

Problemi operativi gravi anche per assolvere l'obbligo di produrre in gara le dichiarazioni dei subappaltatori sull'assenza di motivi di esclusione (art. 80). I tempi previsti per la presentazione dell'offerta non sono quasi mai compatibili con il reperimento dei subappaltatori prima e, poi, con la predisposizione di tutta la loro documentazione, che i subappaltatori rilasciano con difficoltà .

Bisogna inoltre rimarcare al riguardo che la terna di subappaltatori è richiesta non per ogni appalto, ma per ogni categoria omogenea richiesta nel bando e qui si dispiega la fantasia delle Amministrazioni. Nonostante la norma di legge sembri riferirsi alla categoria prevalente e alle scorporabili, molte stazioni appaltanti richiedono la terna anche per ogni lavorazioni genericamente indicata negli atti di gara.
Siamo arrivati al paradosso di imprese costrette a produrre in gara ben 27 documenti di subappaltatori !!!

Last but not least : l'interpretazione e l'attuazione pratica dell'obbligo di indicare la terna dei subappaltatori per le attività ad alto rischio di infiltrazione mafiosa .
Anzi, buona parte dei problemi nascono proprio dall'interpretazione di questa norma.
Infatti se l'obbligo di indicare la terna fosse limitato al soprasoglia, le difficoltà riguarderebbero una parte limitata e ben identificata di bandi.
L'estensione della terna ai settori ad alto rischio di mafia, di fatto, estende l'obbligo a gran parte degli appalti.
Il Comune di Milano, ad esempio impone l'indicazione dei subappaltatori in gara in presenza di appalti che, indipendentemente dall'importo, riguardano strade ( in OG3), perché connessi con il movimento terra e con le attività rilevanti di cui alla Legge 190/2012.
Ci sono poi stazioni appaltanti (e sono tante) che interpretano la norma nel senso che deve essere indicata la terna per ogni attività che rientra nell'elenco della citata legge 190, anche se non è tecnicamente un subappalto o contratto similare. Ad esempio chiedono la terna per i noli a freddo o le forniture di calcestruzzo e di bitume.
E' comprensibile l'esasperazione delle imprese per un aggravio insopportabile di lavoro soprattutto perché tale aggravio non appare supportato da alcuna logica motivazione. Nessuno, beninteso, vuole evitare i controlli: si facciano seriamente al momento della richiesta di autorizzazione !
Al contrario, l'indicazione della terna oltre a non servire a nulla, favorisce, inevitabilmente, la circolazione di informazioni sulle aziende in procinto di partecipare alla gara …


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