Lavori Pubblici

L'Aquila, ancora problemi sulle case post-sisma: pilastro marcio, 67 evacuati

M.Fr.

La situazione di pericolo - causata da una errata posa in opera - è stata scoperta durante un controllo di routine

Erano rimasti senza casa dopo il terremoto del 2009. Oggi sono rimasti senza casa per la seconda volta. Ma in questo caso la natura non c'entra. C'entra invece il genere umano, sotto la specie dell'impresa che ha realizzato una delle abitazioni del progetto "Case" nell'area di Coppito 2, allestita per alloggiare le famiglie dopo il tremendo sisma del 6 aprile del 2009.

Un pilastro in legno marcito a causa di una errata posa in opera - a quanto pare è stato installato senza proteggerlo adeguatamente dalle infiltrazioni - è costata l'evacuazione dell'edificio a 70 persone. Ed è andata anche bene, perché la situazione di rischio era ben nascosta. «In un controllo di ordinaria manutenzione, l'ingegnere ha notato un possibile cedimento perché c'era uno spacco alla base dell'intonaco - racconta la dirigente comunale Enrica De Paulis nella dichiarazione raccolta dall'Ansa -. Abbiamo fatto aprire, e all'interno abbiamo trovato il piede delle travi portanti di legno marcio per un'infiltrazione di acqua piovana». Il tecnico non ha dubbi sulla causa dell'ammaloramento: «Non hanno messo la guaina a protezione dei primi 20 centimetri. C'è un difetto di esecuzione quindi c'era il rischio di cedimento».

La "piastra" interessata dall'ispezione si compone di 24 alloggi occupati da 23 famiglie per un totale di 67 persone, che sono state trasferite in un albergo. Al momento, sempre secondo informazioni diffuse dall'Ansa, non si è ancora pensato a controllare edifici simili realizzati dalle stesse ditte. «Prima vogliamo risolvere l'emergenza degli alloggi - conclude la dirigente comunale - poi ci occuperemo di allargare i controlli: abbiamo già chiamato un nostro consulente esperto in strutture in legno».

Come si ricorderà non è la prima volta che gli edifici realizzati nell'ambito dell'operazione CASE hanno evidenziato difetti gravi al punto da mettere a rischio la vita degli occupanti. Nel settembre del 2014, si è verificato il primo crollo di un balcone in una piastra realizzata a Cese di Preturo. A seguito dell'episodio è stata avviata una inchiesta che vede coinvolti 37 indagati per frode truffa e falso (inchiesta , attualmente trasferita al tribunale di Piacenza, sede di una delle imprese esecutrici). Il 3 aprile dell'anno scorso si è verificato un nuovo crollo, con il cedimento di un altro balcone di un appartamento nella stessa piastra. Per fortuna l'alloggio non era occupato perché la struttura era stata sequestrata.


© RIPRODUZIONE RISERVATA