Lavori Pubblici

Intervento/3. Conforma: no al «fai da te» nella valutazione preventiva e nella verifica dei progetti

Alessandro Sudati*

L'associazione degli organismi di ispezione nelle costruzioni: ignorare la centralità del ruolo di terzietà ed imparzialità del soggetto verificatore, riduce fortemente le garanzie di qualità

Il correttivo al Codice degli Appalti promosso in base al comma 8 dell'art. 1 della L. 28 gennaio 2016 n. 11 con il dichiarato obiettivo di migliorarne l'omogeneità e la chiarezza, è nella settimana decisiva, che si concluderà con il parere delle Commissioni Parlamentari, in vista della formalizzazione definitiva da pubblicarsi entro il 19 aprile.

L'intervento ha fornito l'occasione per portare nuovamente all'attenzione del Governo alcune tematiche inerenti la «verifica preventiva della progettazione», oggi disciplinata dall'art. 26, già oggetto di più di una riflessione nell'ambito della vecchia normativa (art. 112 Dlgs 163/06 e artt. 44-59 Dpr 207/2010), e ripresentate in fase di stesura del nuovo Codice, con riguardo alla definizione dei soggetti preposti alle verifiche e all'estensione dell'istituto oltre lo stretto perimetro delle fasi progettuali a partire dalla fattibilità preventiva tecnico-economica dell'opera.

Con tale correttivo sono però riaffiorate anche vecchie perplessità, purtroppo mai superate, sulla reale fiducia nell'istituto da parte del legislatore. D'altro canto, seppur anche l'Anac abbia avuto modo di ribadire nella Linea Guida n. 1 del 14/9/2016 l' «importanza centrale» della verifica di progetto, non può non destare scetticismo il reiterato tentativo da parte del Governo, non solo di mantenere stabilmente una posizione dominante nel settore attraverso gli Organismi di Tipo B, cioè tutti quegli Enti pubblici che continuano a verificarsi autonomamente i progetti al loro interno, ma anche di ampliare lo spettro dei soggetti preposti allo svolgimento di tale attività con un ingiustificato allargamento verso soluzioni "fai da te" all'interno delle stazioni appaltanti, che ignorano la centralità del ruolo di terzietà ed imparzialità del soggetto verificatore, riducono fortemente le garanzie di qualità, e vanno in senso opposto alle politiche europee di sviluppo ed incentivazione delle Pmi ribadite anche di recente dalla Direzione Generale del Mercato Interno Ue nella nota espressa sul nuovo correttivo.

Medesimo discorso vale per quanto riguarda il tema della «valutazione preventiva dei progetti» introdotto nella nuova formulazione dell'art. 113, con cui il Legislatore parrebbe orientato a indicare che possa essere attività demandabile al Responsabile del Procedimento, già destinatario di un incentivo pari al 2% sull'importo dei lavori, con più di un profilo di potenziale conflitto di interessi, invece di rimarcare l'opportunità di affidare tale valutazione ad un organismo indipendente, selezionato secondo criteri di imparzialità e dotato di specifica esperienza tecnica, quale possiedono gli Organismi di Ispezione di terza parte.

Su tali temi, che hanno ricadute importanti sul controllo della qualità delle opere pubbliche, a questo link si trovano le osservazioni critiche che Conforma, l'associazione di categoria rappresentante, tra gli altri, gli Organismi di Ispezione nelle costruzioni, ha trasmesso al Consiglio dei Ministri in fase di consultazione e alle Commissioni parlamentari proprio per stimolare una riflessione propositiva che vada nel senso sopra auspicato.

*Coordinatore Gruppo di lavoro Ispezione nelle costruzioni – Conforma


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