Lavori Pubblici

Trasparenza e soft-law, la corruzione si combatte così: l'Anac spiegata (non solo) ai «profani»

Mauro Salerno

Il nuovo ruolo e tutti i compiti dell'Autorità Anticorruzione nel saggio curato di Ida Nicotra (con prefazione di Filippo Patroni Griffi)

Diventare un capace e "flessibile" regolatore del mercato, una valida spalla per stazioni appaltanti e imprese, un abile "mediatore" capace di risolvere le controversie prima che finiscano nelle Aule dei tribunali. E soprattutto di mettere in campo tutte le azioni possibili per contrastare i fenomeni di corruzione. È l'ambizioso progetto che dall'estate 2014 in poi - anche attraverso il nuovo codice degli appalti - il Governo ha messo sulle spalle dell'allora neonata Autorità Anticorruzione. Senza stancarsi di assegnare nuovi compiti - dagli arbitrati bancari alla vigilanza sulle gare del terremoto - alla Authority guidata da Raffaele Cantone.

A tracciare le linee di sviluppo dell'Autorità, indagando anche i presupposti normativi che ne legittimano l'azione, spiegando nel dettaglio il ruolo e tutte le nuove funzioni dell'Autorità diventata nel frattempo centrale per l a vita di migliaia di imprese e stazioni appaltanti, è il volume curato da Ida Anela Nicotra per Giappichelli editore. Illustre costituzionalista, Nicotra è anche membro del consiglio direttivo dell'Autorità. E per questo ha potuto osservare da un punto di vista privilegiato tutti gli sviluppi dell'attività dell'Authority nata sulla ceneri della vecchia Civit (l'Autorità che era incaricata di vigilare sul'applicazione dei principi della legge Severino) che a luglio 2014 ha incorporato anche la vecchia Avcp.

Il volume - presentato anche in una serata ospitata dall'Ance - ha un taglio "scientifico", ma non si rivolge solo agli addetti ai lavori. Nove capitoli, scritti da esperti di ciascuno degli aspetti indagati, tra cui anche il presidente Cantone, sono in grado di restituire tutti i dettagli delle funzioni affidate alla nuova Autorità: dalla soft-regulation degli appalti all'attuazione delle norme sui conflitti di interesse negli incarichi pubblici.

Come scrive nella prefazione Filippo Patroni Griffi (ministro della Funzione Pubblica all'epoca del governo Monti, ora presidente aggiunto del Consiglio di Stato) tutti i saggi contenuti nel volume hanno un «leit motiv»: la centralità che tutti gli strumenti messi in campo o disposizione dell'Autorità - la regolazione, la vigilanza, lo stimolo alla trasparenza - hanno nella prevenzione dei fenomeni di corruzione. Come dire che prevenire è meglio e più facile che curare. E alla fine è forse proprio questo il compito che è stato assegnato all'Autorità.


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