Lavori Pubblici

Terremoto/3. Decreto in Aula oggi alla Camera per il voto (ma con 500 emendamenti)

Massimo Frontera

Non è esclusa l'ipotesi di ricorrere alla fiducia per licenziare alla Camera il decreto n.8/2017

Dopo l'avvio della discussione che si è svolta ieri nell'Aula della Camera, questo pomeriggio è previsto l'inizio della votazione del decreto terremoto (licenziato la scorsa settimana dalla Commissione Ambiente). Ma si vedrà questa mattina se il programma potrà seguire la via ordinaria oppure se invece sarà necessario il ricorso alla fiducia. Infatti, all'Aula della Camera sono arrivate circa 500 proposte di modifica. E questo dopo che nell'VIII Commissione di Montecitorio tra emendamenti e subemendamenti si sono contate 900-mille proposte di modifica. Stamattina si cercherà appunto di capire se si potrà percorrere la strada di una razionalizzazione degli emendamenti (per arrivare a un numero ragionevole compatibile con la votazione); oppure se si dovrà fare ricorso alla fiducia. I tempi sono ormai stretti. Il decreto scade il 10 aprile, ma di fatto - se si toglie questa settimana in cui si concluderà la prima lettura alla Camera - restano solo due settimane utili per la discussione e l'approvazione finale da parte del Senato.

Occhiuto (Forza Italia): decreto inadeguato, va modificato in Aula
«Nel metodo e nel merito, dobbiamo rilevare la nostra totale insoddisfazione rispetto a come il Governo ha gestito l'emergenza terremoto. Ed ora siamo di fronte al terzo intervento d'urgenza fatto dal Governo in sette mesi. Ancora una volta però si tratta di un provvedimento che, in particolare nella sua versione iniziale, è risultato assolutamente carente, specchio della totale confusione sul tema che regna nell'esecutivo (commissario straordinario compreso)». Lo ha detto Roberto Occhiuto, vice capogruppo di Fi alla Camera.
«Tuttavia - riconosce Occhiuto - gli emendamenti approvati dalla Commissione Ambiente hanno offerto un po' di respiro a un intervento totalmente insufficiente: abbiamo infatti accolto con favore alcune misure - contenute anche nei diversi emendamenti depositati dal gruppo Forza Italia - che hanno contribuito a migliorare il testo. Iniziando dall'allargamento del cratere ad alcuni comuni della regione Abruzzo e dal riconoscimento dei danni indiretti».«C'è però ancora molto da fare e da migliorare negli interventi per favorire la ricostruzione e, soprattutto, il futuro dei cittadini e delle attività di questi territori. Manca una misura concreta - seppur annunciata - per l'istituzione di una zona franca nell'area del cratere. Nonostante il lavoro fatto in Commissione il decreto sisma è ancora insufficiente. Forza Italia attraverso ulteriori emendamenti in aula cercherà di colmare le disparità e le lacune».

Movimento Cinque Stelle: il decreto va migliorato, no a fiducia
«Il decreto terremoto ha ancora bisogno di modifiche e aggiunte, perché così com'è non risolve tutti i problemi - afferma una nota del Movimento Cinque Stelle - .Proprio per questa ragione abbiamo più che dimezzato i nostri emendamenti: non vogliamo appesantire i lavori dell'Aula, dando così la scusa per mettere la fiducia. Fare presto è importante ma altrettanto lo è fare bene, per questo ci aspettiamo che il governo valuti attentamente le nostre proposte al fine di eliminare le criticità che ancora permangono, come il mancato inserimento di alcuni comuni nel cratere, la carenza di risorse, l'assenza di misure a sostegno degli enti locali e la mancata istituzione delle zone economiche franche. Rispetto a questi ultimi due punti, il governo ha promesso d'intervenire nel prossimo futuro, ma di promesse non possiamo fidarci e comunque tali interventi avrebbero dovuto essere già attivi da tempo».

Realacci (Pd): Le critiche al Parlamento fanno bene ma siano fondate
«Le critiche al Parlamento sono utili e costituiscono il sale della democrazia, ma devono essere informate e fondate», ha detto Ermete Realacci (Pd), presidente della Commissione Ambiente, dove la scorsa settimana si è conclusa la maratona della discussione del decreto terremoto. «Recentemente ci sono state critiche - riprende Realacci - perché l'aula del Parlamento era semi-vuota nel corso della discussione generale sul testamento biologico . Accade in tutti i Parlamenti, a partire da quello Europeo, nelle discussioni generali, quando possono intervenire solo i parlamentari che sono prenotati e non ci sono votazioni. Anche oggi l'aula di Montecitorio era semi-vuota sul decreto terremoto. Sicuramente ci sarà stato qualche deputato non impegnato nei compiti istituzionali e di rappresentanza per cui siamo stati eletti - e siamo pagati - dai cittadini. Ma nella maggior parte dei casi credo che non sia così. Lunedì 13, ad esempio, io e la relatrice Braga stavamo esaminando gli oltre 900 emendamenti al decreto terremoto, che poi abbiamo votato la scorsa settimana anche con sedute notturne».
«Fra le misure inserite dalla Commissione Ambiente nel decreto terremoto - ha ricordato il presidente dell'VIII commissione - c'è la destinazione della quota dell'8x1000 dello Stato al ripristino dei beni culturali colpiti dal sisma. Questa misura è nata dalla missione che la Commissione Ambiente ha svolto lunedì 19 dicembre scorso, recandosi nelle zone terremotate: Amatrice, Norcia , Camerino. Dall'incontro con i cittadini e con i loro rappresentati è nata l'idea di questa proposta. Ebbene anche quel lunedì c'era una discussione generale e probabilmente un'aula vuota. Quindi si alle critiche, ma che siano solide e non servano solo ad alzare polveroni».


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