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Dl Terremoto, 8 per mille ai Beni culturali, danno indiretto, cratere allargato: le novità del testo (pronto per l'Aula della Camera)

Massimo Frontera

Un flusso di risorse costante da destinare alla riparazione di Beni culturali danneggiati. È la novità più sostanziosa tra le modifiche introdotte al decreto terremoto in discussione a Montecitorio

Ampliamento del cratere con l'ingresso di nove comuni dell'Abruzzo, concessione dell'indennizzo per il danno cosiddetto indiretto e gettito dell'8 per mille da destinare, per dieci anni, alla ricostruzione dei beni culturali danneggiati.
Sono queste le principali novità dopo l'esame del testo da parte della Commissione Ambiente della Camera, che si è conclusa nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. E questa settimana il testo terminerà la prima lettura con la discussione e il voto dell'Aula della Camera.

L'8 per mille alla ricostruzione dei Beni culturali
Un gettito di 150-200 milioni l'anno per dieci anni - utilizzando l'intero gettito statale dell'8 per mille - da destinare alla ricostruzione dei beni culturali danneggiati o distrutti dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. È questo il senso dell'emendamento proposto da Ermete Realacci (Pd) al decreto terremoto in discussione alla Camera che è stato approvato la notte scorsa nel corso della maratona finale della Commissione Ambiente con cui sono stati esaminati circa un migliaio di proposte di modifica al provvedimento del governo, che dalla prossima settimana passerà all'esame dell'Aula di Montecitorio.
Non è solo un contributo importante alla ricostruzione del Centro Italia, ma è anche un modo anche per rilanciare l'economia, attraverso il sostegno di attività in cui l'Italia ha già maturato competenze d'eccellenza.
«Il gettito stimato ogni anno per dieci anni è tra 150 e 200 milioni», spiega Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera e autore della proposta approvata poche ore fa, con il consenso del governo.«L'importanza di questa misura è che si crea un gettito stabile e costante per dieci anni sul quale poter realizzare sicuramente il più grande "distretto del restauro" d'Europa e forse del mondo». «Dietro questo emendamento - spiega ancora Realacci - c'è un ragionamento che è solo quello di ricostruire ma di rilanciare un economia, difendere delle identità che rischiano di essere cancellate, dare occasioni alla popolazione e alle imprese di costruire qualcosa di duraturo». La novità rappresenta anche una sterzata netta nella gestione del gettito dell'8 per mille, destinato a vari capitoli di spesa (inclusi gli stessi Beni culturali). Concentrare invece l'intero gettito su un solo obiettivo, consente anche di fare leva su forme di promozione in grado di incrementare il gettito. «Tutti i cittadini potranno anche in questo modo contribuire al futuro delle comunità drammaticamente colpite: un segnale di speranza e di fiducia per quelle comunità. Un'idea di Italia da far vivere proprio a partire dalle zone del sisma», conclude Realacci.

Ampliamento del cratere (solo in Abruzzo)
Sono nove i comuni dell'Abruzzo che - dopo gli ultimi eventi del 18 gennaio - sono stati inclusi nel cosiddetto cratere; e che quindi si aggiungono alla lista dei 131 enti locali già individuati. Si tratta di Barete (Aq); Cagnano Amiterno (Aq); Pizzoli (Aq); Farindola (Pe); Castelcastagna (Te); Colledara (Te); Isola del Gran Sasso (Te); Pietracamela (Te); Fano Adriano (Te).

Danno indiretto
Un piccolo segnale è stato dato anche a chi chiedeva soluzioni per il cosiddetto danno indiretto, cioè i contraccolpi negativi causati indirettamente dal sisma alle imprese che non hanno subito danni al patrimonio. Vengono stanziati 23 milioni per il solo 2017 a sostegno delle imprese danneggiate - in particolare del settore del turismo e dei servizi - presenti nei comuni del cratere, «a condizione che le stesse abbiano registrato, nei sei mesi successivi agli eventi sismici una riduzione del fatturato annuo in misura non inferiore al 40 per cento rispetto a quello calcolato sulla media del medesimo periodo del triennio precedente». La misura richiede in ogni caso un'attuazione con decreto Sviluppo-Economia.

Credito di imposta
Con un nuovo articolo, è stato inoltre regolamentato il credito d'imposta per investimenti, ripartendo il beneficio della misura per il 25% alle grandi imprese, per il 35% alle medie imprese e per il 45% alle piccole imprese. Per il credito di imposta viene indicata una copertura di 20 milioni per il 2017 e 23,9 milioni per il 2018.

Zone franche urbane e/o zone economiche speciali
Per le misure di più robusto rilancio economico si conferma un rinvio. Si tratta in particolare delle misure di agevolazione e esenzione fiscale da attuare attraverso perimetrazioni di alcune aree del territorio colpito dal sisma. Il commissario alla ricostruzione Vasco Errani ha parlato di "zone economiche speciali". Novità in questo senso dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, dal premier, Paolo Gentiloni, che potrebbe anticipare alcuni elementi da prevedere nella redazione del Def.


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