Lavori Pubblici

Casa Italia, tentativo-bis del governo per il nuovo dipartimento a Palazzo Chigi

Massimo Frontera

La presidenza sta lavorando a un nuovo testo da presentare questa settimana sotto forma di emendamento al Dl terremoto all'Aula della Camera

Dopo le perplessità manifestate pubblicamente dal capo della Protezione civile alla proposta del premier Paolo Gentiloni di creare un dipartimento "Casa Italia" dedicato alla prevenzione, il governo si sta impegnando in un secondo tentativo per dare vita al Dipartimento, dopo quello andato a vuoto la scorsa settimana.

Il primo tentativo - mai arrivato alla formalizzazione - prevedeva un emendamento da depositare presso la Commissione Ambiente della Camera. Più precisamente, un emendamento al decreto terremoto (n.8/2017) dedicato alle misure a favore delle popolazione danneggiate dal sisma del Centro Italia. L'emendamento però non è stato mai formalmente presentato alla Commissione presieduta da Ermete Realacci. Anche a causa delle forti perplessità avanzate all'unisono da Fabrizio Curcio e dall'ex ministro della Protezione Civile Giuseppe Zamberletti.

Il governo sta dunque lavorando a un nuovo testo che, da una parte si inserisca meglio nel contesto del decreto terremoto, in cui dovrebbe essere incorporato; e dall'altra disinneschi l'elemento più delicato all'origine delle perplessità dei tecnici della Protezione civile. Il tema è quello delle competenze in materia di prevenzione. Un tema - la prevenzione - che la Protezione Civile rivendica come parte della propria mission e della propria attività istituzionale.
Si tratta ora di capire se - e come - il testo riuscirà nella quadratura del cerchio che consiste nel creare un nuovo dipartimento in materia di prevenzione che sia "armonico" e complementare alle strutture già esistenti.

Il nuovo percorso per istituire il dipartimento "Casa Italia" passa - ancora una volta - per una proposta di modifica al decreto terremoto. Ma in questo caso, l'intenzione del governo è di presentare l'emendamento all'Aula di Montecitorio, dove nel frattempo il testo è arrivato per affrontare la volata finale della prima lettura: cioè la discussione e il voto dell'Aula, prima di passare al Senato.


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