Lavori Pubblici

L'intervento. Le inchieste in Campania e i rischi di eccesso di discrezionalità legati all'offerta più vantaggiosa

Edoardo Bianchi*

Ance: alzare con il Correttivo a 2,5 milioni la soglia per l'esclusione delle offerte con metodo antiturbativa permetterebbe di ridurre i rischi di corruzione, accelerando i tempi delle gare

I recenti fatti di cronaca sulla corruzione negli appalti in Campaniasono la testimonianza che fin quando non si assisterà a una qualificazione e razionalizzazione delle stazioni appaltanti il potere discrezionale di cui ora esse godono rappresenta un rischio reale.
Da parte delle stazioni appaltanti c'è infatti un massimo di discrezionalità, in termini di selezione dell'aggiudicatario, quando possono utilizzare il criterio di aggiudicazione delle gare attraverso l'offerta economicamente più vantaggiosa (Oepv).

Grazie a questo criterio spetta alla commissione di gara decidere le migliorie tecniche progettuali che possono essere apportate e in che misura. Con evidenti rischi di influenzabilità, come ben emerge dalle recenti inchieste. Per ovviare a tale pericolo, l'Ance ha chiesto, sin da subito, l'individuazione da parte dell'Anac, sia sopra che sotto soglia comunitaria, dei componenti delle commissioni esaminatrici. Non solo. Accanto a problemi di opacità e vischiosità, l'utilizzo dell'Oepv per progetti non particolarmente complessi (sotto la soglia comunitaria) sta determinando anche il blocco delle aggiudicazioni. I dati degli ultimi mesi non lasciano dubbi.

Per questa ragione fin dalla promulgazione della legge delega, l'Ance per facilitare la cantierizzazione delle opere ha chiesto di rendere obbligatoria l'applicazione del sistema di aggiudicazione dell'esclusione automatica con il metodo antiturbativa, sino alla soglia comunitaria laddove non esista l'interesse transfrontaliero e comunque per lo meno sino a 2,5 milioni di euro. L'esclusione automatica, con il metodo antiturbativa, garantisce infatti al contempo: trasparenza (non vi è alcun potere discrezionale), speditezza ed efficienza (in una mattinata è possibile individuare con certezza l'aggiudicatario di una procedura concorsuale), consentendo quindi alle stazione appaltanti di far partire tempestivamente i lavori di cui il territorio ha bisogno.

L'attuale previsione contenuta nel Codice degli appalti prevede per tutti i lavori sopra 1 milione l'applicazione, come unico sistema di aggiudicazione, della Oepv e per di più su progetti esecutivi. Continuiamo a chiederci: quali migliorie apprezzabili possono essere apportate per importi medio piccoli a progetti che hanno un grado di definizione esecutiva, cioè immediatamente realizzabili? Appare evidente che questo meccanismo spinge le stazioni appaltanti, per le gare a ridotto contenuto di complessità tecnologica, a inventarsi astrusi elementi di valutazione delle offerte. A fronte di questo eccesso di discrezionalità, assistiamo a ricorsi continui in sede giurisdizionale da parte dei non aggiudicatari in quanto esclusi, senza alcuna ratio connessa all'effettiva esecuzione dei lavori.

Il Correttivo, attualmente all'esame del Parlamento, rappresenta quindi l'ultima occasione per dare una risposta seria a tutti gli scandali che in questi anni si sono succeduti e che hanno visto il criterio di aggiudicazione della Oepv (vedi Expo, Mose, Mafia Capitale) al centro del fenomeno del malaffare. È bene che tutti ne siano consapevoli e si agisca al più presto per evitare il perpetuarsi di questo tragico errore, che Ance denuncia da tempo.

*Vicepresidente Ance con delega alle opere pubbliche


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