Lavori Pubblici

L'intervento. Cisl: Correttivo appalti ok sulla tutela del lavoro, passi indietro su appalto integrato e subaffidamenti

Giovanni Luciano *

Per il segretario confederale del sindacato presentano criticità anche le deroghe per il G7 e i ritardi sull'attuazione della riforma

Siamo vicini ad un punto di svolta sulla riforma degli appalti pubblici. Il 19 aprile scadrà il termine per modificare le attuali norme sui lavori pubblici. Una volta che sarà terminata la fase di acquisizione di tutti i pareri, tra cui quelli della Conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari, il testo del decreto dovrà esserer licenziato definitivamente dal Consiglio dei Ministri.

In questi mesi il sindacato ha seguito questa vicenda con grande oculatezza. Cgil, Cisl, Uil, lo scorso 22 febbraio nell'ambito della consultazione che la Presidenza del Consiglio aveva avviato con gli stakeholder, avevano inviato al Governo i propri documenti relativi alle osservazioni ed alle proposte unitarie.

Gli obiettivi sindacali e le maggiori criticità del testo del Dlgs 50/2016 sono ben chiari. La versione del decreto correttivo del codice è positiva per le clausole sociali in quanto tutela i lavoratori ed inserisce l'obbligatorietà della tutela nei bandi di gara, rimediando così ad un vero e proprio scippo consumato lo scorso 18 aprile 2016 quando l'allora Consiglio dei Ministri preferì inserire la possibilità di lasciare alle stazioni appaltanti la facoltà di applicare o meno questa importante tutela sociale. Positivo è anche l'inserimento della congruità della manodopera impiegata, perché questo va nella giusta direzione di voler contrastare il lavoro sommerso ed irregolare. Bene anche che il Ministero dei Trasporti e Infrastrutture rimetta ordine ai lavori in concessione, escludendo dall'obbligatorietà del ricorso in appalto quelle lavorazioni che sono eseguite direttamente dal concessionario.

Accanto agli aspetti positivi sui quali vigileremo affinché siano confermati dal Governo, ve ne sono, però, diversi che riteniamo criticabili e per i quali abbiamo presentato emendamenti modificativi, come il ritorno alla possibilità dell'appalto integrato, che è una delle cause principali del rischio di derive poco trasparenti; l'apertura al ricorso del subappalto che, rispetto al codice attuale, addirittura lascia alla discrezionalità della stazione appaltante l'indicazione di conoscere anticipatamente i nominativi dei subappaltatori; il rating di impresa non obbligatorio, lasciando alla discrezionalità della stazione appaltante se richiederlo o meno, e addirittura prevedendola come premialità ma non ipotizzando penalizzazione in caso di situazioni non regolari. Rimane centrale per il sindacato la necesità del coinvolgimento di tutti i soggetti nella realizzazione di un'opera pubblica per ottenere la massima trasparenza e la massima efficacia nei lavori.

Vi è, infine, la questione delle deroghe per le emergenze. Da mesi, come Cisl, stiamo sostenendo che il Paese si dovrebbe dotare di una legge quadro per le emergenze da calamità naturali anziché di ripetuti decreti per la ricostruzione, come si sta ripetendo per ogni terremoto o alluvione. Ecco perché comprendiamo la necessità di deroghe per velocizzare la ricostruzione nei territori terremotati. Quello che invece proprio non capiamo è il perché anche i lavori in preparazione per il prossimo G7 debbano essere soggetti a deroga. Quello di Taormina, infatti, è un appuntamento previsto da molto tempo e proprio per questo non può essere concepibile che sia considerato una "emergenza". Certo se, come spesso accade, Expo docet, ci si riduce agli ultimi giorni, ogni cosa diventa, o si fa diventare emergenza. Così non può andare bene.

Vi è poi un ultimo aspetto molto critico, a nostro avviso. Queste modifiche sono state presentate senza l'approvazione di tutti i provvedimenti attuativi previsti dal nuovo Codice degli appalti. Ovviamente il termine di aprile non è derogabile, ma sarebbe stata auspicabile una minore inerzia al fine di avere modifiche più consapevoli, complete ed incisive su uno strumento, quale è il codice dei contratti pubblici che impatta in maniera massiccia su moltissimi settori produttivi del Paese (dall'edilizia ai servizi) con uno spettro amplissimo che riguarda tutte le categorie.

* Segretario Confederale Cisl


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