Lavori Pubblici

Assistal e Cna Impianti contro l'Acea di Roma: troppi ritardi per pagare i lavori

Giuseppe Latour

Esplode la grana del ritardo nei pagamenti della municipalizzata romana che gestisce i servizi idrici e le reti elettriche

Sei mesi di ritardo nei pagamenti. Che si aggiungono ad altri ritardi per ottenere la contabilizzazione degli incassi. Per un totale, nei casi peggiori, di nove mesi. Esplode la grana del ritardo nei pagamenti di Acea, la municipalizzata romana che gestisce i servizi idrici e le reti elettriche della capitale, secondo la denuncia presentata da Assistal e da Cna Roma. Per le due associazioni, le imprese che lavorano in questo settore a Roma sono pesantemente penalizzate. E cominciano a soffrire gravi problemi di liquidità e di indebitamento con gli istituti di credito.

La situazione di ritardo, già presente da diverso tempo, si sta aggravando. Parte da qui la denuncia delle associazioni. «I ritardi nei pagamenti - spiegano - hanno superato in alcuni casi anche i 180 giorni, a fronte dei 90 che sarebbero previsti da contratto. Molte imprese, inoltre, non riescono ancora nemmeno a contabilizzare quanto dovuto, il che significa che vedranno i primi pagamenti non prima di sei/nove mesi». Lo stato delle cose è preoccupante perché, ad oggi, la società sta perpetuando sistematicamente un meccanismo di mancato rispetto dei termini contrattuali per la contabilizzazione ed i pagamenti dei fornitori. E questo comincia a mettere in crisi un intero settore, composto soprattutto da piccole imprese, che dipende dai contratti sottoscritti con Acea. Anche perché a dicembre il circuito della liquidità deve sopportare anche il carico, oltre che degli stipendi, delle tredicesime.
Le associazioni, allora, definiscono la situazione "allarmante" e si dicono molto preoccupate per le sofferenze che la società sta creando «anche a danno di migliaia di lavoratori coinvolti, con evidenti ripercussioni di carattere sociale sul territorio, senza contare i possibili danni dovuti ai disservizi cui i cittadini potrebbero andare incontro nel caso in cui le imprese coinvolte non fossero più in grado di portare avanti i servizi sulle reti idriche ed elettriche».

A tutto ciò si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: il silenzio della municipalizzata capitolina, che non è intervenuta finora per dare risposte e rassicurare i suoi fornitori. «Ad oggi - spiegano ancora le associazioni - nonostante le sollecitazioni, anche formali, le imprese non hanno ottenuto alcuna risposta: non si sa se, quando e come Acea pagherà». Spiega il presidente di Assistal, Angelo Carlini, intervenuto in prima persona sulla vicenda: «Nel codice etico di Acea - spiega - si leggono bellissime parole legate al fondamentale rispetto degli interessi legittimi e delle esigenze di tutti gli attori, individuali o collettivi, coinvolti nelle pratiche aziendali. Ci piacerebbe che queste belle parole non rimanessero lettera morta, ma che rappresentassero valori reali cui corrispondono azioni in grado di dare concretezza alle intenzioni». «Chiediamo - aggiunge il presidente di Cna impianti Roma, Claudio di Simone - il rispetto dei tempi di pagamento perché il ritardo costringe le imprese a rivolgersi al sistema bancario per fare fronte alle esigenze di liquidità. Ma in una congiuntura in cui non è facile ottenere un ampliamento dei fidi o nuovi finanziamenti si rischia il collasso del sistema delle piccole e medie imprese locali».


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