Lavori Pubblici

Formazione, l'Anac stringe un patto con il Politecnico di Milano

G.La.

Rapporto di collaborazione ad ampio spettro tra i due soggetti: studio, formazione, iniziative di prevenzione e ricerca

Il Politecnico di Milano entra sempre più nel vivo dell'azione dei soggetti chiave del mercato degli appalti pubblici. Si può leggere così il protocollo di intesa che oggi il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone e il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone hanno in programma di sottoscrivere. È un accordo che, nei suoi undici articoli, avvia un rapporto di collaborazione ad ampio spettro tra i due soggetti: studio, formazione, iniziative di prevenzione e ricerca.

La novità va inquadrata in quel filone, con una storia ormai lunga, di convenzioni che l'Authority ha sottoscritto nel tempo con i soggetti più diversi. Stavolta, però, anche per il ruolo svolto dal Politecnico nel quadro di Casa Italia, assume un'importanza particolare. La sostanza dell'accordo è contenuta nella prima parte del testo. Il protocollo - secondo quanto si legge - è «finalizzato a stabilire un rapporto di collaborazione» tra l'Anac e il Politecnico «per promuovere iniziative di studio e di formazione volte a rafforzare e sostenere la cultura della legalità e dell'etica nell'azione pubblica». Concretamente, i due soggetti si impegnano «a contribuire allo svolgimento di studi e ricerche volti ad individuare percorsi per prevenire e contrastare la corruzione e le relative distorsioni, per promuovere la trasparenza e l'etica, per promuovere azioni di informazione e sensibilizzazioni sui temi della legalità e etica pubblica».

Inoltre, collaboreranno per realizzare «attività di formazione specifica» e di «supporto reciproco» nella formazione di studenti e laureati del Politecnico e nell'aggiornamento professionale del personale Anac. Infine, promuoveranno incontri, conferenze e seminari, studi e progetti di ricerca che «contribuiscano all'elaborazione di strumenti di prevenzione della cattiva amministrazione e alla diffusione di buone pratiche volte al miglioramento dell'azione pubblica negli specifici settori maggiormente esposti al rischio della corruzione». Per integrare questo accordo, in futuro le parti potranno concordare «ulteriori atti integrativi ed attuativi». Inoltre, sarà possibile attivare tirocini da regolare «secondo le norme di legge e nel rispetto delle disposizioni e dei vincoli dell'Autorità e delle disposizioni universitarie in materia».


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