Lavori Pubblici

Nuovo codice e pagamenti Pa, Banca Farmafactoring: pochi passi avanti sulla cessione dei crediti

Massimo Frontera

Se ne parla oggi a Roma. Pignatelli (Banca Farmafactoring): con la soft law è più facile introdurre miglioramenti su tempi di pagamento e cessione dei crediti

Con l'entrata in vigore del nuovo codice sugli appalti, sono cambiate molte cose - in tema di progettazione, affidamenti, trasparenza e legalità - ma quasi nessun impatto è stato ancora avvertito sui tempi di pagamento, come pure sulla fluidificazione dei rapporti tra fornitore e Pa e sui meccanismi della cessione del credito. È questo il messaggio forte che arriva oggi dal convegno di oggi pomeriggio a Roma, sul "Nuovo codice degli appalti, ingranaggio puntuale e certo per la crescita? Gli effetti della riforma sul ciclo di vita dei pagamenti". L'incontro si svolge nella sede del Senato di Palazzo Giustiniani ed è promosso da Icom (Istituto per la competitività) e Banca Farmafactoring.

Come spiega Giuseppe Pignatelli, responsabile commerciale di Banca Farmafactoring, «Con il nuovo codice ci sono molti miglioramenti che riguardano il processo di trasparenza, razionalizzazione, professionalizzazione delle stazioni appaltanti, ma non si vedono interventi specifici volti a incidere sui tempi di pagamento». «Anzi - aggiunge il manager - dal punto di vista empirico, le prime analisi che arrivano dall'Ance fatte dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione, dicono il contrario: e cioè che dopo l'ultimo anno e mezzo di trend di progressiva riduzione dei tempi di pagamento si registra una piccola ripresa dei ritardi. Anche se questo dato può essere ancora non pienamente significativo, tenuto conto dell'impatto del nuovo codice appalti, è però anche l'unico dato concreto ed empirico disponibile oggi».

C'è poi tutto il tema della cessione del credito, sul quale, segnala sempre Pignatelli, molto si può fare per migliorare le cose. «Vediamo che ci sono molte novità che vanno nel senso di una semplificazione, ma che però non hanno effetto né sui processi dei pagamenti, né hanno avuto un impatto sugli elementi facilitatori e sui soggetti finanziari che si frappongono tra i fornitori e la Pa per risolvere i problemi finanziari». Per esempio? «Il legislatore ha molto lavorato nella direzione di dematerializzare i processi di pagamento, ma a valle della fatturazione elettronica non ha però modificato tutti i processi in modo da ottenere una effettiva dematerializzazione e una velocizzazione dei processi di incasso».
«Da una parte - sottolinea ancora il manager di Banca Farmafactoring - si cerca di dematerializzare il rapporto tra fornitore e la Pa, e dall'altra parte, nel codice degli appalti, viene mantenuta, nella cessione del credito, la cessione notarile, che in Europa esiste solo da noi e in Portogallo. E questo stride con la reale volontà di dematerializzare e digitalizzare i processi».
Il messaggio positivo è però quello di un'architettura normativa del codice che consente di introdurre elementi di miglioramento con una relativa facilità: «Vediamo positivamente - conclude Pignatelli - il fatto che il meccanismo della soft law consente, di fatto, di migliorare in ogni momento le norme. Spero in meglio».


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