Lavori Pubblici

Appalti/3.Tangenti su opere pubbliche, 14 arresti in Lombardia

Sara Monaci

Si ipotizza la frode fiscale per 20 milioni; la corruzione per l’ingresso nei subappalti e il millantato credito nelle relazioni con la politica

Un’associazione a delinquere per frodare il fisco, inserirsi nei subappalti di opere pubbliche del territorio lombardo - tra cui la realizzazione del tratto ferroviario di Malpensa per il collegamento dei due terminal - e millantare conoscenze in ambito politico e amministrativo. Con queste accuse ieri sono finite in custodia cautelare 14 persone (11 in carcere e 3 ai domiciliari) su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del sostituto Bruna Albertini. L’operazione è stata eseguita dal nucleo tributario della Gdf di Milano.

L’associazione a delinquere sarebbe stata costituita da imprenditori edili bergamaschi e calabresi, alcuni dei quali avrebbero rapporti di contiguità a quello che gli inquirenti definiscono «un contesto criminale di ’ndrangheta». Gli imprenditori Salvatore Piccoli, di Catanzaro, e Pierino Zanga, di Bergamo, sono considerati dalla procura milanese le “menti” delle società che periodicamente fallivano per poi rinascere con una serie di prestanomi e finti cambi di azionariato, per evitare di pagare il fisco. La truffa ai danni dello Stato si è protratta dal 2010 a oggi, per una somma di 20 milioni di tasse non versate. L’operatività delle società finite nel mirino si aggirava tra i 18 e i 24 mesi, per poi scomparire. Si parla appunto del reato di bancarotta fraudolenta. Una decina di persone si prestava inoltre a creare nuove società, tutte con sede a Milano ma fintamente scollegate fra loro, pur con gli stessi macchinari e gli stessi addetti. A questo gruppo si aggiunge la figura del bresciano Alessandro Raineri, definito «faccendiere». Secondo la ricostruzione era «a libro paga» degli imprenditori e in contatto con numerosi esponenti di diverse amministrazioni e enti pubblici. Nel suo caso si parla di capacità di creare «complicità e relazioni» con soggetti operanti nel settore finanziario ed economico, ma per quanto riguarda la sua attività nei confronti del mondo politico e istituzionale, Raineri avrebbe millantato il credito.

Per quanto riguarda i subappalti, il più rilevante sarebbe quello all’interno dei cantieri del collegamento ferroviario tra il terminal 1 e il terminal 2 dell’aeroporto di Malpensa. Grazie alla presunta corruzione di dipendenti della IngNord, controllata da Ferrovie Nord (società della holding Ferrovie Nord Milano), gli imprenditori finiti nel mirino sarebbero riusciti a entrare nel subappalto del valore di qualche milione. Le «condotte corruttive» si sarebbero concretizzate nella dazione di denaro, beni e utilità varie nei confronti di Davide Lonardoni, quadro della IngNord (figlio dell’ex dg di Ferrovie Nord, nonché candidato alle elezioni amministrative di Saronno), e di Massimo Martinelli, dipendente della Ing Nord. L’appalto è una porzione di un più ampio lavoro diviso in due lotti del valore totale di 115 milioni. Il primo, seguito dalla società aeroportuale Sea, è per costruire la stazione (38 milioni); il secondo, seguito da Ferrovie Nord, è per costruire il collegamento tra i due terminal (77 milioni). Ferrovie Nord ha affidato la gara a Itinera, società del gruppo Gavio. Sia Fnm che il gruppo Gavio sottolineano che le società non sono coinvolte e che la vicenda riguarda solo dei dipendenti a titolo personale


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