Lavori Pubblici

Casa Italia/2. L'idea di Piano: dieci prototipi di residenze antisismiche sull'asse degli Appennini

Massimo Frontera

L'architetto, parlando all'Aula del Senato, ha illustrato il suo contributo a Casa Italia sulla prevenzione

Nella legge di stabilità ci saranno «risorse importanti» per dare avvio a Casa Italia. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza di Palazzo Chigi, Clauidio De Vincenti, intervenendo ieri in Senato dove l'Aula ha votato alcune mozioni su Casa Italia e sul terremoto. De Vincenti ha confermato la copertura di tutti i costi per i danni causati dal sisma e per la ricostruzione di case e borghi «come erano e dove erano». De Vincenti ha poi confermato che «l'elaborazione in corso di norme che intendiamo varare con un prossimo, ravvicinato provvedimento e che faranno da cornice normativa di tutta l'azione di ricostruzione nelle aree terremotate». Anche il premier Matteo Renzi, presente durante l'intervento dell'architetto e senatore a vita Renzo Piano, ha assicurato che, su Casa Italia, «i soldi per partire ci sono. Poi sui costi è difficile fare delle stime: dipende da cosa ci metti dentro. Ma non abbiamo paura a mettere tutto quello che serve su Casa Italia. Penso ad esempio alle scuole per i ragazzi, su cui non c'è discussione».

Sempre in tema di fondi, De Vincenti, ha precisato che «Casa Italia è un progetto complessivo sull'Italia; a questo progetto la legge di bilancio dedicherà risorse importanti, a fianco a quelle dedicate alla banda larga, al masterplan per il mezziogiorno». Ieri è stato anche il giorno di Renzo Piano, che parlando ai colleghi senatori, ha dato alcune linee operative in tema di prevenzione, a partire daquella antisismica. «Stiamo parlando di 10 milioni di case sulla spina degli Appennini - ha detto Piano -, questo patrimonio può essere messo in sicurezza con un costo limitato. Soldi che si possono trovare facilmente nel bilancio di ogni anno e che rientrano immediatamente perché sono micro-cantieri, si tratta di cominciare e di non smettere più».

Dal punto di vista operativo Piano ha anticipato l'idea di «realizzare dieci prototipi da realizzare lungo l'asse degli appennini». «Bisogna sceglierli attentamente tra il patrimonio vetusto, realizzato da oltre 70 anni, e il patrimonio più recente, costruito nel dopoguerra», ha detto. Piano ha anche parlato di cantieri "leggeri", favoriti dal progresso tecnologico sul fronte dell'analisi sul costruito. «La diagnostica - ha detto Piano - consente di passare a una cantieristica leggera. Più la diagnosi è precisa, più i cantieri possono essere leggeri». «I cantieri leggeri consentono di non allontanare le persone dalle case e di abbassare i costi». «È un progetto di due generazioni», ha concluso.


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