Lavori Pubblici

L'intervento. «Commissari di gara esterni anche per gli appalti sottosoglia»

Edoardo Bianchi*

Le commissioni di gara devono essere più terze possibile. Fino a quando non sarà completata la qualificazione delle stazioni appaltanti il compito va assegnato all'Anac

La riforma del settore dei lavori pubblici come individuato nella legge delega (legge n.11/2016) ha diversi punti qualificanti. In primis quello di realizzare un mercato più trasparente con regole certe e pari opportunità di accesso per tutti i partecipanti. Viene abbandonato il criterio del massimo ribasso in favore dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Viene rafforzato il potere discrezionale della pubblica amministrazione.

Nella legge delega veniva anche previsto che i commissari di gara (gli arbitri della partita, cioè) venissero selezionati dall'Autorità nazionale Anticorruzione (Anac) Nel passaggio dalla legge delega al Codice degli appalti (Dlgs n 50/2016) il legislatore ha operato una distinzione tra appalti superiori e inferiori alla soglia comunitaria (5,2 milioni di euro).

Nella legge delega, per inciso, non vi era traccia di questa distinzione. In sede di scrittura della Linea guida per i «Criteri di scelta dei commissari di gara» l'Anac aveva tentato di recuperare l'originaria impostazione regolamentando in maniera più stringente anche il sotto soglia. Qualche giorno or sono (il 14 settembre) il Consiglio di Stato ha valutato che il contenuto della specifica linea guida dovesse essere reso più aderente al disposto del Codice. Come operatori attendiamo con ansia che la prima linea guida possa definitivamente vedere la luce ma non possiamo non evidenziare una forte perplessità su un tema centrale della riforma dei lavori pubblici.

È necessario avere la certezza, e nel passato non sempre così è stato (anzi), che le commissioni di gara siano quanto più terze possibile. Per lo meno fino a quando non sarà completata la qualificazione delle stazioni appaltanti riteniamo che questo compito debba essere assegnato all'Anac.

L'Ance ha sollecitato una oggettiva terzietà delle commissioni di gara condividendo da subito e senza remore la opzione iniziale del legislatore di dare ad Anac il compito di fornire ad ogni stazione appaltante le relative commissioni. Se per il mercato sotto soglia (oltre il 90% dei bandi di gara) il principio contenuto nella legge delega viene smarrito si perderebbe una formidabile occasione di pulizia e trasparenza per il nostro settore.

Ance auspica che vi sia la possibilità di recuperare, per questo come per altri principi, la reale filosofia contemplata nella legge delega che nel passaggio al Codice è andata, purtroppo, smarrita. Rischiamo di perdere una formidabile occasione di rendere competitivo veramente il nostro settore.

*Vicepresidente Ance


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