Lavori Pubblici

Consiglio di Stato/2. Rischi di interferenza con il processo amministrativo dal precontenzioso

Mau.S.

Approvato anche il parere sul regolamento Anac per la gestione dei conflitti tra Pa e imprese prima che sfocino in un ricorso in tribunale

Rischi di interferenza con i procedimenti amministrativi e obiezioni sui casi di inammissibilità delle istanze. Sono le principali «criticità» che il Consiglio di Stato ha rilevato esaminando il regolamento Anac per la gestione del precontenzioso.

Il nuovo regolamento introduce la disciplina dei casi in cui, a norma del nuovo codice, il parere rilasciato dall'Anticorruzione va considerato vincolante dalle parti in causa. Questo succede quando tutte le parti coinvolte decidono di optare per questa soluzione. Una soluzione che Palazzo Spada in qualche modo approva, non senza però segnalare i l rischio di «fare della procedura una sorta di pre-processo». «Rivelatrice dell'intento - si legge nel parere - si palesa la previsione della sospensione dei termini del precontenzioso nel periodo feriale, che non ha giustificazione alcuna, se non quella di un'assimilazione alla giurisdizione» .

Meno problemi crea invece il parere non vincolante, valutato dal Consiglio di Stato come una sorta di «moral suasion, qualcosa di più di una consulenza qualificata».

Anche qui però Palazzo Spada non man ca di segnalare alcune criticità. In particolare nel mirino finisce la scelta di accelerare al massimo le procedure. Una scelta che deriva dal codice che ha previsto che il parere vada rilasciato al massimo entra 30 giorni.

Obiezioni vengono sollevate anche sui casi di improcedibilità o di ammissibilità delle istanze, alcune delle quali «appaiono prive di base legale».


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