Lavori Pubblici

Istat, la ripresa dell'occupazione dimentica i cantieri: -4,9% nel secondo trimestre

Mauro Salerno

Le ore lavorate scendono del 4 per cento. Su base annua i dipendenti diminuiscono del 3,5%, gli autonomi del 7 per cento

Ancora una doccia fredda dall'Istat per il settore costruzioni. Arriva dai nuovi dati sull'occupazione (secondo trimestre 2016) pubblicati ieri dall'Istituto nazionale di statistica. Mentre a livello generale l'Istat segnala che «l'assorbimento di lavoro da parte del sistema produttivo continua ad aumentare» e che «le ore complessivamente lavorate crescono dello 0,5% sul trimestre precedente e del 2,1% su base annua», nei cantieri la situazione rimane ancora decisamente negativa.

Proprio il dato sulle ore lavorate - che nell'economia è tornato positivo - nell'edilizia evidenzia un nuovo pesante calo. Nel secondo trimestre dell'anno nelle imprese di costruzione si è lavorato per 669.348 ore: un numero che vale un calo dello 0,7% rispetto al dato del primo trimestre e del 4% rispetto al secondo trimestre del 2015.

In totale il numero degli occupati nei cantieri si attesta poco sotto gli 1,5 milioni di unità. Anche qui i confronti non restituiscono il quadro di una situazione in ripresa, dopo il lungo periodo di crisi che ancora non lascia la presa del settore. È vero che rispetto al primo trimestre del 2016 il numero degli occupati fa registrare un lieve aumento (+0,5%) ma il confronto su base annua - più significativo perché mette in rapporto l'andamento dell'occupazione negli stessi mesi di due anni differenti - regala una nuova pesante flessione della manodopera occupata dalle imprese edili. Si tratta di un calo del 4,9 per cento, dopo il -3,5% registrato (sempre su base annua) nel primo trimestre. In termini assoluti la perdita vale altri 75mila posti di lavoro. Visto che gli occupati scendono a quota 1 milione 455mila rispetto al dato di 1 milione 530mila addetti registrato alla fine del secondo trimestre del 2015.

La riduzione del numero degli occupati riguarda sia la manodopera dipendente che i lavoratori autonomi. In particolare le costruzioni sono l'unico settore economico in cui l'Istat registra - su base annua - una flessione del numero dei lavoratori a registro paga delle imprese. In totale l'Istat registra nell'economia italiana un aumento del 2,2% dei dipendenti, con punte del 7,1% nell'agricoltura. Insieme ai servizi (+2,7%) i dipendenti crescono anche nell'industria in senso stretto (+1,5%). Nelle costruzioni si registra invece un calo del 3,5 per cento che porta gli addetti delle imprese a quota 868mila (32mila in meno rispetto ai 900mila contati nel secondo trimestre del 2015).

I lavoratori autonomi fanno registrare una flessione ancora più marcata: -7 per cento. In termini assoluti si tratta di un calo di 45mila unità: dai 631mila del secondo trimestre del 2015 agli attuali 586mila.


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