Lavori Pubblici

Terremoto, l'Anac allarga l'indagine: faro su 31 edifici in quattro Comuni

Giuseppe Latour

Si estende il perimetro "attenzionato" dall'Autorità anticorruzione. Raffaele Cantone: serve una regia unica per ricostruire

Verificare se, negli edifici crollati in seguito al sisma, siano state fatte gare di appalto per la messa in sicurezza. E se, in queste procedure, siano state commesse irregolarità di qualsiasi tipo. Ieri la questione del terremoto è arrivata, per la prima volta, sul tavolo dell'Anac per un'analisi diffusa del consiglio dell'Autorità. Ne è nata una secca accelerazione nell'offensiva dell'Authority: sotto la lente non c'è più soltanto la scuola di Amatrice ma un lungo elenco di edifici, messi nel mirino insieme al nucleo anticorruzione della Guardia di Finanza. Sono in tutto 31, sparsi in quattro Comuni. E non si è parlato solo di appalti.

Un passaggio è stato dedicato anche alle prossime fasi, come ha spiegato il presidente Raffaele Cantone: «Bisogna avere il coraggio, se si vuole provare a creare una ricostruzione anche con criteri di trasparenza migliori, di individuare un centro decisionale unico o pochi centri decisionali».Formalmente, il cambio di passo è stato inserito in una delibera. Che, come ha detto Cantone, è già stata recapitata alla Guardia di finanza con la richiesta di ampliare le indagini «anche a tutti gli edifici pubblici che sono stati oggetto del sisma, e per i quali ci sono stati di recente attività di appalti». È già stata individuata «qualche situazione di scarsa chiarezza nella parte degli appalti e stiamo provando adesso con la Guardia di finanza ad accertare e ad approfondire».

Un elenco dei casi sui quali si stanno facendo approfondimenti esiste già. Ed è contenuto nelle pagine di apertura della relazione, a firma del generale Gaetano Scazzeri, che la Gdf ha recapitato lunedì all'Autorità. Il nucleo speciale ha avviato un «attento monitoraggio», andando a censire gli edifici pubblici «che risultano avere subito danni maggiori» e, successivamente, verificando «se gli immobili individuati siano stati recentemente oggetto di lavori pubblici concernenti opere di consolidamento e messa in sicurezza sismica». A valle di questi approfondimenti, gli uomini delle Fiamme Gialle stanno controllando se, tra le imprese aggiudicatarie, risultino annotazioni al casellario delle imprese Anac che rivelino passati comportamenti irregolari, indagini sul rilascio illecito delle attestazioni Soa (la "patente" che consente di partecipare ai lavori pubblici), precedenti penali, soprattutto per turbativa d'asta. I casi nel mirino sono, per la precisione, 31 tra i Comuni di Amatrice, Arquata del Tronto, Accumoli e Montereale. Proprio su Amatrice si stanno concentrando gli approfondimenti maggiori: oltre alla scuola "Romolo Capranica", sono in corso indagini su altri dieci edifici tra i quali spiccano la Torre civica, la Porta Carbonara, due scuole e la chiesa di Sant'Agostino.

Ad Arquata del Tronto sono sotto esame sette fabbricati: un elenco che include una scuola dell'infanzia e la Rocca medievale. Sette edifici sotto la lente anche a Montereale: un'altra scuola, tre chiese e la caserma dei carabinieri. Chiude l'elenco Accumoli, con i suoi sei fabbricati, compresa una scuola materna. In tutti questi casi, ha detto ancora Cantone, si cercherà di «capire se queste eventuali ristrutturazioni che ci sono state sono state fatte rispettando le regole nella fase sicuramente genetica dell'appalto ma anche, se necessario, capendo cos'è accaduto nella fase esecutiva». Le analisi, come noto, sono partite dalla scuola di Amatrice sulla quale, spiega il presidente Anac, «c'è stata una ristrutturazione recente nel 2012 e quindi è quella che più di ogni altra richiedeva una prima valutazione». Il lavoro più intenso sta proseguendo proprio su questa struttura. Ieri il nucleo anticorruzione della Gdf ha ascoltato Gianfranco Truffarelli, amministratore di Edilqualità, società che ha materialmente svolto i lavori di adeguamento della scuola: l'imprenditore ha declinato ogni responsabilità, depositando un dossier composto da 1.300 fotografie che documenta come gli interventi siano stati effettuati in maniera corretta.


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