Lavori Pubblici

Patti per il Sud, il totale investimenti sale a 26 miliardi, di cui il 70% a infrastrutture, ambiente, edilizia

Alessandro Arona

Il punto dopo le firme con Sardegna e Molise: a strade e ferrovie il 37% dei fondi totali, poi Ambiente (23%), cultura, opere urbane -

Strade, ferrovie, opere contro il dissesto idrogeologico, depuratori e reti idriche. Anche dopo la firma con le Regioni Sardegna e Molise, nei giorni scorsi, non è cambiata la "musica" dei Patti per il Sud.
Gli interventi concordati tra il governo e le Regioni vanno infatti sempre, in prevalenza, per interventi su infrastrutture "fisiche", da quelle di trasporto, che si prendono il 37% del totale dei fondi programmati (in parte esistenti, in parte da assegnare con i fondi Sviluppo e coesione - Fsc - 2014-2020), a quelle per l'ambiente e il territorio (opere anti-dissesto idrogeologico, reti idriche e depuratori), a cui vanno il 23% del totale. Con queste due sole voci si arriva al 60% del totale dei finanziamenti.
Poi ci sono altre voci, non sempre del tutto omogenee tra un Patto e l'altro, che sono composte in prevalenza da opere "fisiche": in particolare turismo e cultura, edilizia sanitaria, riqualificazione urbana, infrastrutture "sociali". Mettendo insieme anche queste voci sparse si arriva a circa il 70% dei fondi. Il restante 30% è composto in gran parte da interventi di "sviluppo economico e produttivi", i quali sono spesso incentivi alle imprese ma a volte anche programmi con componente infrastrutturale, ad esempio in Sardegna il programma di realizzazione di mini-centrali idroeletriche.

I Patti per il Sud mettono insieme - in una programmazione Stato-Regioni e Stato-Città che rilancia e rafforza la programmazione negoziata inventata da Prodi e Ciampi nel 1996 - opere vecchie e nuove, e finanziamenti per il Sud dei più vari (Por, Fsc e Pac 2007-13, Por e Pon 2014-20, Fsc 14-20, programmi complementari, i Poc). La forte presenza di infrastrutture è frutto soprattutto della scelta strategica - fatta fin dai tempi del governo Monti (2012) - di togliere le infrastrutture (o ridurle fortemente) dai programmi Fesr 2014-20, per finanziarle con i fondi nazionali di coesione, e cioè i programmi complementari e l'Fsc 2014-20.

All'appello delle firme con il presidente del Consiglio continuano a mancare le Regioni Puglia e Sardegna, soprattutto per le "scintille" tra Renzi e i governatori Michele Emiliano e Rosario Crocetta. E mancano anche i Patti con le Città metropolitane di Napoli ("scintille" con il sindaco De Magistris), Cagliari e Messina.

SARDEGNA
Molte strade nel Patto per la Sardegna (che vale in tutto 2.905 milioni di euro di investimenti), di cui sei, per 178 milioni di finanziamento, con fondi stanziati dal Contratto di programma Anas nazionale 2016-2020.
Tra le assegnazioni spiccano 300 milioni per la Sassari-Olbia (k 192,5-209,5), da fondi Fsc nazionali, 80 milioni per la connessione ss 554 con la nuova 554 e 90 milioni per la circonvallazione di Olbia (si veda la tabella allegata).
Nella mobilità su ferro troviamo le metropolitane di Sassari (36 milioni) e Cagliari (14), gli interventi sulla ferrovia Cagliari-Sassari-Olbia, 225 milioni (per renderla concorrenziale con la mobilità su gomma), e i sistemi di comando e controllo di impianti di sicurezza con Acc sulla linea ferroviaria regionale Senorbi-Isili (20 mln).

Molte poi le opere ambientali, dalle opere per gli approvigionamenti idrici (invasi e reti di adduzione, in tutto 257 milioni di euro), alle opere anti-dissesto (365), più altre per bonifiche e reti irrigue.

Poi ci sono 117 milioni per i porti, 70 milioni per il Policlinico di Cagliari, 100 milioni per gli ospedali di Sassari, 155 milioni per l'edilizia scolastica e universitaria.

MOLISE
Nel Patto del Molise (727 milioni in tutto) troviamo molti interventi diffusi sulla viabilità, oltre a 40 milioni per la Fondo Valle Fresilia; ma anche 37 milioni per la banda ultralarga e 40 milioni per l'elettrificazione di una tratta ferroviaria.
Oltre a opere idriche e anti-dissesto troviamo poi 30 milioni per l'efficientamento energetico degli edifici pubblici e molti interventi edilizi sul fronte turistico-culturale (15% del totale).


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