Lavori Pubblici

Project financing sulla Roma-Lido, stop alla proposta Ratp. «Scelta immotivata»

Alessandro Arona

Guerra di cifre tra la Regione Lazio e la società italiana del gruppo francese («Più investimenti e meno costi nel nostro progetto»)

La Regione Lazio respinge ufficialmente (anche se solo con un comunicato stampa) la proposta in project financing del colosso francese Ratp per la riqualificazione e gestione della ferrovia urbana Roma-Lido, definita da Legambiente nel rapporto «Pendolaria» come la peggiore linea ferroviaria per pendolari in Italia.
«Non c'era alcun preconcetto da parte nostra - spiega l'assessore alla Mobilità Michele Civita - visto anche lo stato della linea. Abbiamo fatto numerose riunioni tecniche per valutare la proposta di Ratp, ma alla fine non è fattibile perché non comporta un trasferimento del rischio di impresa al privato; chiede di utilizzare treni di Atac e il deposito Magliana che è del Comune, entrambi non nella nostra disponibilità; e in sostanza comporta un canone annuale di gestione e remunerazione del capitale per noi svantaggioso, e comunque peggiorativo rispetto alla precedente proposta del 2014».

Ma Ratp non ci sta, e convoca una conferenza stampa per spiegare che la realtà è tutt'altra: investimenti previsti dal proprio progetto superiori a quelli di Atac (atuale gestore in concessione dalla Regione), costi annuali a regime (per la Regione) inferiori di quelli attuali, rischio traffico non trasferito ai privati proprio su richiesta della Regione.

Il gruppo francese è un colosso del settore: gestisce il trasporto pubblico a Parigi, è il quinto gruppo al mondo nel settore bus, metro treno e tram, ha 58.000 dipendenti e un fatturato di circa 5 miliardi di euro; 1,5 miliardi gli investimenti dell'ultimo anno, 14 milioni i passeggeri trasportati al giorno nel mondo (in 15 paesi di Europa, Africa, Asia, Usa. Ratp è presente in Italia con la società di diritto italiano Ratp Dev, che gestisce la rete tramviaria di Firenze (realizzata in project financing, inserita da «Pendoaria» da tra le 12 buone pratiche degli ultimi anni), mentre la controllata Autolinee Toscane ha di recente vinto la gara per i servizi di Tpl su gomma della Regione Toscana.

La Roma-Lido
Di proprietà della Regione Lazio, in concessione all'Atac (contratto scaduto nel 2012), la Roma - Lido serve circa 350 mila persone, per circa 27 milioni di passeggeri anno e una capacità di trasporto attuale (Vett-Km-Anno) di circa 9,5 milioni. Con le attuali 13 stazioni nei 28 km di lunghezza, è la linea suburbana più frequentata d'Italia.

La proposta dei privati
Il 30 giugno 2014 l'Ati, composta da Ansaldo sts, Hitachi, RATP Dev Italia, Salcef, Cilia Italia e Architecna, presenta alla Regione Lazio la proposta di project financing per la Roma-Lido (tecnicamente proposta "fuori programmazione in base all'art. 153 del Dlgs 163/2006). Da allora una conferenza di servizi preliminare e numerose riunioni tecniche, e nessuna risposta ufficiale da parte della Regione. Tra dicembre 2015 e gennaio 2016 si è svolta la Conferenza dei servizi istruttoria e il 27 aprile l'Ati presenta di nuovo il progetto in base al Nuovo Codice Appalti (art. 183).

Gli investimenti
Il primo nodo sono gli investimenti. Nella proposta Ratp servono 230 milioni di euro per riqualificare la linea: rifacimento dell'armamento (binari e massicciata) e delle stazioni, degli impianti, delle sottostazioni elettriche; introduzione del sistema di segnalamento e della fibra ottica, rinnovo dei sistemi di informazione all'utenza. Comprese tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria per i 25 anni di gestione.
E poi altri 220 milioni per l'acquisto di nuovi treni (17), oneri sicurezza, direzione lavori, costi di progettazione, oneri diversi in fase di cantiere.
Secondo Ratp anche le proposte illustrate da Atac in Commissione Trasporti alla Camera non vanno in direzione diversa. I 180 milioni di cui hanno parlato sono solo per l'infrastruttura, a cui si devono aggiungere 44 milioni per lavori urgenti di manutenzione straordinaria segnalati da Atac e gli oneri per l'acquisto dei treni (210 milioni secondo le frequenze obiettivo indicate da Atac). Si arriva a 434 milioni rispetto ai 450 di Ratp.
«La differenza - spiegano i vertici di Ratp Dev Italia, l'Ad Bruno Lombardi e il direttore sviluppo Italia Andrea Buonomini - è che la nostra proposta grava solo per 200 milioni su contributi pubblci, mentre gli altri 250 li investiremmo noi».

«Non sappiamo ancora - ribatte l'assessore Civita - se servono davvero tutti questi 450 milioni stimati da Ratp. Formalizzeremo a breve un accordo con Rfi per fare un piano sulla sicurezza ferroviaria, anche grazie a loro avremo un quadro più chiaro. Al momento i fondi pubblici a disposizione per potenziare la Roma-Lido sono pari a 310 milioni di euro: 70 milioni di fondi statali Mit già in fase di spesa per manutenzione straordinaria, altri circa 60 di risorse ministeriali appena sbloccate (ferrovie ex concesse) e poi i 180 milioni dell'accordo Regione Lazio-Stato da poco firmato. Con queste risorse possiamo riqualificare la linea e comprare nuovi treni, che saranno di proprietà della Regione, non di un gestore privato».

Gli oneri annui di gestione
Nella proposta dell'Ati guidata da Ratp si calcola che per il primo anno di servizio la Regione dovrà versare 42 milioni di euro per il canone di gestione, incassando però 7-10 milioni di euro dalla tariffazione (oggi invece li incassa Atac). Un costo netto di circa 35 milioni, contro i 53 milioni che secondo i calcoli Ratp spende oggi la Regione. «Falso - ribatte l'assessore Civita - oggi la Regione spende 30 milioni l'anno».

A regime, dal 7° anno, secondo la proposta Ratp il canone salirebbe a 50 milioni, più 32 milioni di canone per la remunerazione dell'investimento, meno 20 milioni di incassi (raddoppio incassi a regime, tra aumento passeggeri e riduzione evasione, oggi al 35%) = 72 milioni all'anno, comprese manutenzione ordinaria e straordinaria.

Quanto spenderebbe invece la Regione continuando ad affidare ad Atac? 75 milioni di euro di canone di gestione a regime, in base al contratto attuale e con aumento traffico + 10-15 milioni (dato storico) di manutenzione straordinaria all'anno = 85 milioni. Tuttavia se è vera l'affermazione dell'assessore Civita (30 milioni e non 53 oggi), a regime il canone dovrebbe essere di soli 43 milioni, e il totale scenderebbe a 65-70 milioni.

Depositi e treni
«Non è nelle competenze della Regione Lazio la messa a disposizione dei beni individuati come essenziali nella proposta Ratp, quali il deposito di Magliana (proprietà del Comune di Roma) e la quasi totalità del materiale rotabile in esercizio (proprietà di Atac)» .
Ratp ha ribattuto, citando leggi statali e della Regione Lazio, secondo le quali beni essenziali sui quali sono stati erogati contributi pubblici possono essere affidati ad altri soggetti previa gara. «Sì certo - conferma Civita - ma su quel deposito e sui treni non ci sono stati contributi regionali».

Ultima versione progetto
«Le modifiche al progetto - scrive la Regione - da ultimo presentato rispetto alla versione precedente, riferite all'obiettivo di una riduzione del contributo regionale (conto esercizio e investimenti), in realtà non trovano corrispondenza nei documenti presentati che, al contrario, prevedono un aumento del canone per i 25 anni di concessione, da 1.814 milioni della precedente proposta, ai 1.876 dell'attuale».
«Falso - ribatte Ratp - c'è proprio un errore materiale nella lettura dei dati, il miglioramento c'è eccome».

Tariffazione e pedaggio
Il progetto, sempre secondo la Regione, «non è coerente con un adeguato rischio d'impresa, in considerazione anche della mancata assunzione di responsabilità degli incassi da bigliettazione, che rimarrebbero alla Regione e quindi non prevede un adeguato controllo dell'evasione tariffaria da parte del gestore. Nell'integrazione del progetto è stata esclusa la realizzazione di apparati di tornelleria».
«Per noi - ribatte Ratp - sarebbe meglio tenere la gestione della tariffazione e gli incassi da traffico, ma è la Regione che ci ha chiesto di mantenere il sistema di bigliettazione unica e gli incassi».
«Non facciamo confusione - spiega Civita - noi abbiamo chiesto di mantenere il sistema di biglietto unico Metrobus, certo. Ma abbiamo anche chiesto che passi al gestore la responsabilità della tariffazione e della lotta all'evasione, gli incassi e il rischio traffico. Cosa che nella proposta Ratp non c'è».

Il futuro
La proposta è stata respinta, e Ratp ammette di non avere strumenti giuridici per contestare questa decisione, nonostante l'amarezza per una decisione che ritengono non giustificata e non motivata.
Civita spiega che «la Regione prorogherà la gestione ad Atac per altri tre anni, con possibilità di rescindere con soli tre mesi di preavviso. Stiamo infatti ragionando di fare la gara, che sarà però solo per la gestione, mentre investimenti e acquisto treni li faremo con risorse pubbliche, e i treni saranno della Regione»


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