Lavori Pubblici

I cantieri della Pedemontana Veneta a rischio stop: domani incontro Zaia-Delrio

Q.E.T.

L'impasse sta nel piano finanziario presentato dal Consorzio Sis, la società che si è aggiudicata progettazione, realizzazione e gestione dell'infrastruttura viaria e che è controllata dalla piemontese Dogliani con gli spagnoli di Sacyr

Potrebbero presto fermarsi i lavori per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta. Il rischio è così concreto che il governatore Luca Zaia giovedì 21 incontrerà a Roma il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per trovare una soluzione. L'impasse sta nel piano finanziario presentato dal Consorzio Sis, la società che si è aggiudicata progettazione, realizzazione e gestione dell'infrastruttura viaria e che è controllata dalla piemontese Dogliani con gli spagnoli di Sacyr. Il piano è ancora in attesa del via libera della Cassa Depositi e prestiti (e quindi del governo) al bond internazionale da 1,6 miliardi di euro. Così i cantieri della Pedemontana - realizzata finora al 30% - sono stati finora alimentati in prevalenza da fondi pubblici invece che da risorse private.

L'emissione del bond deve avere l'avallo pubblico da parte della Cdp, mancanza che potrebbe avere gravi conseguenze sulle sottoscrizioni. Zaia vuole incontrare Delrio per convincerlo che il via libera della Cassa Depositi e prestiti è indispensabile per il proseguimento dei lavori e per salvaguardare i circa 1.500 posti di lavoro garantiti dai cantieri. La sostenibilità dell'operazione è legata anche ai flussi di traffico (previsti 30 mila veicoli al giorno) dalla futura Pedemontana, e dalla "soluzione ibrida" (definizione della Corte dei conti) scelta per l'infrastruttura: e cioè una superstrada a doppia corsia a pedaggio, con esenzione temporanea a scalare per i residenti di 70 Comuni trevigiani e vicentini.

Ma per questo la Regione ha previsto 14 milioni di euro l'anno per 30 anni nel caso in cui i flussi di traffico fossero inferiori alle attese. La Pedemontana interessa 36 Comuni veneti, di cui 22 in provincia di Vicenza e 14 in quella di Treviso. I lavori sono iniziati nel 2014 e dovrebbero terminare nel 2018. Il costo dell'opera sarà di tre miliardi di euro, dieci volte più di quanto immaginato nel 1999 e il triplo di quanto prevedeva lo studio di fattibilità del 2003. Il finanziamento è interamente pubblico nonostante l'opera sia stata affidata nella progettazione e nella costruzione ai privati, che ne avranno anche la concessione per 39 anni.


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