Lavori Pubblici

Torino-Lione/3. Delrio: «Solo le opere davvero utili» . Appendino: «Via anche il tunnel»

A.A.

Il Movimento 5 Stelle attacca: «Ora ci danno ragione sulla potenzialità della linea storica, ma anche la nuova tratta in galleria è inutile»

A confermare che c'è un nuovo progetto per la Torino-Lione in territorio italiano - come anticipato da «Edilizia e Territorio» nei giorni scorsi - è stato venerdì 1° luglio il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Ma subito si è scatenata la polemica con il Movimento 56 Stelle: «Continua e essere un'opera inutile: va cancellato anche il tunnel di base internazionale».

«Stiamo revisionando la Torino-Lione» - ha detto il Ministro Delrio - comprese «tutte le opere di adduzione al tunnel: erano più di 84 km di linea nuova, ora sono stati ridotti dopo una serie di analisi fatte a poco più di 25 km, quindi useremo gran parte della linea esistente». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, parlando della project review sulla tratta nazionale della Tav tra Torino e Susa, a margine di un convegno sulla mobilità a Firenze, promosso dalla Regione Toscana. «Non sono arretramenti, sono adeguamenti, e sono un'intelligente rivisitazione dei progetti - ha aggiunto Delrio - per fare le opere nei tempi giusti, con i costi minori e che siano davvero utili».


Ieri gli ha risposto il neo-sindaco di Torino Chiara Appendino (M5S): «Prendiamo atto delle dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ma il cosiddetto progetto del Tav `low cost´ non è una novità, perché è stato già presentato all'interno dell'Osservatorio alcuni anni fa, dove il Movimento 5 Stelle aveva sottolineato la necessità di utilizzare la linea storica che lo stesso ministro Delrio ha ammesso non essere satura». Così il sindaco di Torino, Chiara Appendino commentando in una nota le dichiarazioni del ministro in merito ad un accorciamento del percorso della Torino-Lione. «Il problema - aggiunge - non è la riduzione del percorso, ma il tunnel di base, il cuore di un'opera inutile e costosissima».
«Non ci interessa aver ragione - sottolinea il deputato M5S Ivan Della Valle - servono risposte politiche, attendiamo l'analisi dei costi/benefici del governo Renzi. Siamo pronti a sederci a discutere con chiunque se viene messa in discussione la parte italo-francese e il tunnel di base».

Ancora più duro, in una nota, il Movimento No Tav della Val di Susa:
«La progettazione creativa degli architetti di governo (Virano e Foietta) ci regala l'ultima trovata carnevalesca: una Torino Lione da realizzare a pezzetti - attaccano i No Tav -. È Graziano Delrio, ministro e sedicente ambientalista, ad annunciarla venerdì scorso: "useremo gran parte della linea esistente", dice, grazie a "un'intelligente rivisitazione dei progetti per fare le opere nei tempi giusti, con i costi minori e che siano davvero utili". Spesso la politica non ha il senso del ridicolo». Il fatto è che «da oltre vent'anni il movimento No Tav dimostra che si puo' utilizzare la linea esistente- precisa la nota- ora anche il ministro ci da' ragione ma sotto gli slogan il cemento gronda a fiumi».

Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare la sezione transfrontaliera della Torino-Lione, «condivide le conclusioni» dello studio sul fasaggio della parte nazionale della linea da parte dell'Osservatorio, annunciate dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio.
«È un lavoro di anni - si legge in una nota della società - che ha portato a selezionare le opere davvero indispensabili subito, da quelle differibili, utilizzando nel frattempo le parti più performanti della rete esistente con ammodernamenti tecnologici».
Per quanto riguarda la tratta transfrontaliera, che con i suoi 65 km attraversa le Alpi dalla Val di Susa alla Maurienne, «il progetto procede secondo il programma europeo del Grant
Agreement sottoscritto a dicembre con l'Ue: le gare per l'ingegneria sono in corso e i lavori del tunnel di base del Moncenisio di 57,5 km prenderanno il via nel 2017 e nel 2018, per essere completati entro il 2029. Il costo complessivo dell'opera, certificato da un ente terzo, è di 8,6 miliardi di euro, finanziato al 40% dall'Europa mentre la restante parte è ripartita tra Francia e Italia secondo gli accordi sottoscritti dai due Governi».


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