Lavori Pubblici

Benevento, appalti truccati con l'aiuto di un laparoscopio per «scandagliare» le offerte

G.La.

Un dirigente del Comune indagato per avere modificato l'esito di alcune procedure con l'aiuto di una microtelecamera tubolare usata in chirurgia

La corruzione negli appalti chiede aiuto alla medicina. L'incredibile commistione tra gare truccate e tecnologia chirurgica ha avuto luogo a Benevento, dove un dirigente del Comune è indagato per avere modificato l'esito di alcune procedure in maniera molto creativa. Con l'aiuto di un laparoscopio, una microtelecamera tubolare usata per le operazioni meno invasive, il funzionario riusciva a violare le buste di offerta senza aprirle.

Su mandato della procura di Benevento, i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale hanno fatto scattare ieri mattina un'operazione anticorruzione, eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di dieci persone, gravemente indiziate a vario titolo dei reati legati agli appalti pubblici. Tra di loro, ci sono anche un dirigente apicale del Comune di Benevento, alcuni intermediari e gli imprenditori titolari delle ditte edili vincitrici delle gare messe sotto inchiesta. A margine di questo intervento, sono arrivate anche perquisizioni e sequestri di denaro e beni mobili e immobili.

Fin qui la storia è tristemente consueta. Eppure, le indagini della procura stupiscono perché hanno messo in luce un sistema molto originale per consentire di truccare le gare e assegnare gli appalti ad alcune ditte compiacenti, che pagavano una tangente del 7% al dirigente del Comune. Per conoscere in anticipo, prima dell'apertura delle buste, i contenuti delle offerte, veniva usata una tecnica originalissima: un laparoscopio, una microtelecamera usata in medicina per gli interventi a bassa invasività, consentiva di sbirciare la documentazione di gara e truccare l'esito finale della procedura.


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