Lavori Pubblici

Beni culturali: il magnate uzbeko, le griffe della moda, le grandi aziende, ecco chi ha aiutato Roma

M.Fr.

I piccoli e grandi restauri completati (o in corso) nella Capitale

Il mecenatismo a Roma non è all'anno zero. Tra il 2012 e il 2015 - prima cioè dell'entrata in vigore dello sgravio dell'Art bonus - la Capitale ha approfittato delle offerte di facoltosi donatori, che hanno ricevuto in cambio il beneficio di associare il loro nome ad alcuni dei monumenti più noti e fotografati al mondo. Nella seguente panoramica si limita il campo alla sola competenza della Sovrintendenza Capitolina, essendo altri siti famosi - come il Colosseo restaurato con i soldi di Della Valle - beni dello Stato.

Grazie alle risorse arrivate da Unilever e Acea è stato possibile realizzare la scenografica illuminazioni dei Fori, secondo il progetto di Vittorio Storaro, costato 1,5 milioni di euro. Il magnate uzbeko Alisher Usmanov (peraltro tra i proprietari della squadra inglese dell'Arsenal) si è fatto carico di vari interventi di restauro , come l'anastilosi delle colonne della navata centrale della Basilica Ulpia al Foro Traiano (1,5 milioni) o come il restauro della fontana del Quirinale (200mila euro) o come il restauro del ciclo di affreschi e del soffitto a cassettoni (danneggiato dalle infiltrazioni d'acqua) della Sala Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini (costo 300mila euro). E ancora, la maison del lusso Bulgari ha assicurato i fondi, per 1,5 milioni, per curare la scalinata di Trinità dei Monti a Piazza di Spagna (il restauro si concluderà a settembre).

Più generosa l'offerta di Fendi, che ha sostenuto il restauro della Fontana di Trevi, terminato nel novermbre 2015 e costato 2,18 milioni di euro. La casa della moda si è inoltre impegnata a restaurare altre quattro importanti fontane romane, altrettanti terminali di acquedotti: la fontana del Gianicolo, quella del Mosè, il Ninfeo al Pincio e la fontana del Peschiera. Ancora: dal lontano Azerbaigian sono arrivati 110mila euro per il restauro dei rilievi e dei busti antichi esposti nella Sala dei Filosofi del Museo Capitolino (per la precisione i fondi sono arrivati per conto della Fondazione Heydar Aliev). L'Azerbaigian ci aiuta anche nell'impegnativo progetto della riscoperta della via Alessandrina per riunificare i Fori di Traiano, Augusto e Nerva, mettendo un milione di euro, dei quattro necessari all'intervento. Enel Green Power ha messo 75mila euro per il restauro dei busti antichi e dei rilievi che si trovano nella Sala degli Imperatori del Museo Capitolino. L'azienda Brioni ha invece donato i 25mila euro necessari a restaurare la storica statua di Via del Babuino, una delle più famose statue "parlanti" della città.

Ma finora il record delle somme stanziate spetta alla Fondazione Telecom, che ha finanziato - con sei milioni di euro - il secondo lotto dell'intervento per valorizzare e rendere finalmente fruibile il Mausoleo di Augusto. In questo caso - visto che l'intervento non è ancora iniziato (perché la Sovrintendenza Capitolina sta completando il progetto esecutivo) - la donazione ricadrà nel perimetro dell'Art bonus, consentendo uno sgravio fiscale del 65 per cento.

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