Lavori Pubblici

Ddl concorrenza, bocciati tutti gli emendamenti sulle società di ingegneria

G. La.

Dal passaggio in commissione Industria del Senato resta invariato il testo approvato alla Camera, che lascia le società fuori dal controllo dell'Ordine degli ingegneri

Tutti bocciati gli emendamenti all'articolo 46 del Ddl Concorrenza, dedicato alle società di ingegneria. Dal passaggio in commissione Industria del Senato resta invariato il testo approvato alla Camera, che lascia le società di ingegneria fuori dal controllo dell'Ordine degli ingegneri.
Restano, quindi, solo tre paletti per restare sul mercato privato: assicurazione obbligatoria per la loro attività, indicazione dei professionisti deputati a svolgere i compiti legati ai contratti privati e istituzione di un elenco presso l'Anac. Le società di ingegneria, quindi, non dovranno iscriversi agli albi professionali.

La prima versione del disegno di legge, al centro di una polemica durissima tra professionisti e Oice, stendeva una rete di sicurezza sui contratti privati delle società di ingegneria in corso e le autorizzava a proseguire normalmente l'attività. Una seconda versione dell'articolo 46, invece, cambiava nettamente rotta e subordinava questa possibilità all'obbligo per le società di ingegneria di rispettare gli stessi requisiti delle società tra professionisti (Stp), concedendogli sei mesi per adeguarsi.

Tra questi requisiti, soprattutto, compariva l'obbligo di iscrizione all'albo. Quindi, big come Techint o Saipem, per operare nel campo privato, avrebbero dovuto iscriversi a un ordine professionale, pagando la relativa quota annuale e sottoponendosi agli obblighi deontologici.

Dopo settimane di polemiche durissime, Montecitorio ha però cambiato di nuovo rotta. Approvando un emendamento in base al quale le società di ingegneria potranno regolarmente stipulare contratti privati, purché rispettino una serie di condizioni, tra le quali non compare l'iscrizione agli albi professionali. In primo luogo, saranno «tenute a stipulare una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile conseguente allo svolgimento delle attività professionali dedotte in contratto»: quindi, avranno l'obbligo di garantirsi con una copertura assicurativa, esattamente come i professionisti.

In secondo luogo, dovranno «garantire che tali attività siano svolte da professionisti, nominativamente indicati, iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali». Le attività inserite nei contratti dovranno, quindi, essere affidate a professionisti iscritti agli ordini. E, infine, dovranno iscriversi a un elenco presso l'Anac: «L'Autorità nazionale anticorruzione provvede, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, alla pubblicazione, sul proprio sito internet, dell'elenco delle società di cui al presente comma». Tre requisiti confermati dal voto maturato ieri a Palazzo Madama.


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