Lavori Pubblici

Qualificazione/5. Con l'intervento sui requisiti delle imprese scatta anche il risiko delle Soa

Mau.S.

Le società di attestazione dei costruttori ai tempi d'oro erano una cinquantina: ora sono 25. Molte hanno meno di mille imprese in portafoglio

Ai tempi d'oro del boom delle costruzioni erano una cinquantina. I colpi della crisi che stanno falcidiando da anni il mercato dei lavori pubblici non hanno risparmiato però neppure loro. Stiamo parlando delle Soa. Le società private che dal Duemila - quando entrò in vigore il regolamento sulla qualificazione (Dpr 34/200) che mandò in pensione il vecchio albo nazionale costruttori allora gestito da Porta Pia - rilasciano alle imprese il certificato di qualificazione al mercato dei lavori pubblici.

Tra cessazioni di attività e operazioni di fusione e acquisizione le Soa ancora attive sul mercato sono appena venticinque. Un numero praticamente dimezzato rispetto a dieci anni fa. E non è detto che il terremoto sia finito. Anzi, è del tutto probabile che gli effetti dell'addio al regime di favore per la qualificazione delle imprese (con il nuovo valgono gli ultimi cinque anni di lavori invece che gli ultimi dieci), di cui parliamo diffusamente in queste pagine, finiscano per riverberarsi anche sulle Soa. Il rischio di espulsione dal mercato pubblico "qualificato" (quello sopra i 150mila euro) che riguarda oltre cinquemila imprese mette in pesante pericolo il portafoglio clienti delle Soa. Soprattutto di quelle che hanno a contratto un monte di imprese già sotto la soglia di guardia oppure appena sufficiente a mantenersi a galla nel mercato.

In base ai dati contenuti nel casellario dell'Anac al momento risultano poco più di 29mila costruttori con un attestato valido. È questo il parco clienti con cui devono misurarsi le 25 Soa ancora in attività. Difficile che nell'attuale situazione di mercato il parco costruttori pubblici possa crescere. Se a questo si aggiunge il rischio che migliaia di piccole imprese, attestate con poche categorie nelle classifiche più basse, finisca per essere messa fuori gioco dal giro di vite previsto dal nuovo codice diventa facile preconizzare un nuovo rimescolamento del mercato delle società di attestazione.

La tabella che pubblichiamo qui fotografa la situazione delle Soa dal punto di vista del portafoglio clienti e della quota di mercato che ne deriva. In testa spicca la Soa Cqop con 5.474 imprese in possesso di un attestato valido e una quota di mercato vicina al 19 per cento. Seguono le società LaSoatech e Bentley Soa che assorbono quote di mercato tra il 9% e l'8 per cento. Sommando il numero delle attestazioni è facile scoprire che alle prime dieci Soa, per numero di clienti, fanno riferimento 19.179 costruttori, vale a dire il 70% delle 29mila imprese attive. Se si scorre la classifica al contrario è altrettanto facile mettere a fuoco che le ultime cinque Soa, per numero di contratti attivi, sommano un numero di clienti lievemente superiore a duemila, con quote di mercato comprese tra lo 0,9 e l'1,6%. Non è allora difficile immaginare che uno scossone sul lato delle imprese finisca per innescare una reazione a catena e magari un nuovo valzer di acquisizioni, anche sul fronte delle aziende che i costruttori li certificano


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