Lavori Pubblici

Imprese commissariate, Cantone apre alla possibilità di affitto di ramo d'azienda

Giuseppe Latour

La possibilità si legge in una nota dell'Anticorruzione, firmata dal presidente Raffaele Cantone

Cantone apre all'affitto delle imprese commissariate. La locazione del ramo d'azienda può essere una soluzione valida per tenere in vita le società colpite dal commissariamento richiesto dall'Anac. È quanto spiega una nota dell'Anticorruzione, firmata dal presidente Raffaele Cantone che, per la prima volta, ipotizza l'utilizzo di questa strategia. Solo così, infatti, si potrebbe evitare che il giro d'affari di queste imprese, dopo l'intervento dell'Authority, si riduca fino a decretarne la morte.
Il caso in questione si presta perfettamente a una soluzione di questo genere. La società messa sotto la lente da Cantone, infatti, è titolare di due soli affidamenti ed entrambi sono stati sottoposti a gestione straordinaria: i proventi di questa attività non sono sufficienti, però, a sostenere i costi dell'azienda, a partire dalle rate dei mutui in corso. Quindi, per i commissari, questo stato di cose porterà in breve all'impossibilità di proseguire le commesse con le sole risorse interne.

Da qui è nata la proposta di affitto dell'azienda: una società terza ha chiesto cioè all'Anac e ai commissari di valutare l'ipotesi che le commesse dell'impresa commissariata fossero trasferite e gestite nel quadro di una locazione. I commissari sul punto spiegano che «il ricorso al fitto d'azienda potrebbe favorire una soluzione adeguata e tempestiva per far fronte alla difficile situazione finanziaria» nella quale si trova la società, in mancanza di nuove commesse e dei conseguenti introiti.
Non è così scontato che l'ipotesi della locazione sia compatibile con il commissariamento. Il problema riguarda, principalmente, il destino degli appalti commissariati che dovrebbero restare esclusi dal trasferimento. Cantone, però, fuga ogni dubbio e spiega che le difficoltà riguardano soprattutto le cessioni. «In tal caso, infatti, non sembra conciliabile la circostanza che i contratti oggetto di commissariamento siano eccezionalmente esclusi dal perimetro aziendale trasferito al cessionario con il fatto che, poi, la prosecuzione concreta di questi contratti in fase esecutiva debba essere invece demandata al soggetto cessionario».

Nel caso di affitto, non potendo comprimere il potere e l'autonomia dell'imprenditore di disporre dei suoi beni, bisogna considerare l'operazione consentita. Quindi, per i contratti commissariati resterà la gestione straordinaria. L'impresa che subentra nel contratto di affitto, però, dovrà «garantire la messa a disposizione dei mezzi, delle risorse e degli impianti del complesso aziendale affittato, necessari alla prosecuzione delle due commesse pubbliche poste sotto l'egida legalitaria della gestione commissariale». Non ci sarà, allora, alcun potere di disporre di queste commesse, ma ci sarà l'obbligo di assistere i commissari in fase di esecuzione.

Tutti questi passaggi andranno regolati tramite un accordo. Conclude Cantone: «Valutando la singolarità e la delicatezza di tale fattispecie, in mancanza di espressa regolamentazione normativa sull'argomento, si ritiene ad ogni modo conveniente che le parti interessate all'affitto dell'azienda prevedano espressamente a livello negoziale, con l'inserimento di apposite clausole contrattuali, l'assetto dei rapporti giuridici e degli obblighi in capo all'affittuario, nonché le concrete modalità di coesistenza e compatibilità tra la gestione ordinaria dell'impresa locataria» e la distinta gestione commissariale.


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