Lavori Pubblici

Piano Turismo e Cultura: subito 350 milioni per musei e siti archeologici

Francesco Nariello

Un miliardo da spendere entro il 2022, di cui quasi il 60% da assegnare entro il prossimo triennio

Un miliardo da spendere entro il 2022, di cui quasi il 60% da assegnare entro il prossimo triennio. E con 350 milioni che saranno messi in pista di qui al 2018. Sono alcune delle indicazioni tratte dal cronoprogramma relativo al piano strategico "Turismo e Cultura" che ha ottenuto il via libera del Cipe nella seduta straordinaria del 1° maggio scorso, fortemente voluta dal premier Matteo Renzi: saranno finanziati restauri, manutenzioni e messa in sicurezza di musei, siti archeologici e monumenti del patrimonio nazionale, ma anche azioni per il consolidamento di sistemi territoriali turistici e culturali.

Il piano - che può contare su un miliardo di euro a valere sul Fondo Sviluppo e coesione 2014-20 - prevede la realizzazione di 33 interventi già individuati, a cui si aggiungeranno almeno un'altra decina di opere da indicare con apposito Dpcm e che il Governo ha intenzione di scegliere, in buona parte, attraverso le segnalazioni ricevute direttamente dai cittadini.

I dettagli sui lavori da effettuare e sulla scansione temporale della spesa per realizzarli sono stati appena pubblicati sul sito del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio.
Qui, tra l'altro, si specifica che gli interventi sono inseriti all'interno di un "piano stralcio" proposto ai sensi della Legge di Stabilità 2015 (articolo 1, comma 703, lettera d) in quanto "ritenuti un importante tassello della programmazione per il periodo 2014-2020 operata dal ministero dei Beni culturali". E in particolare, si precisa, l'importo complessivo è stato spalmato sulle diverse annualità "in coerenza con gli stanziamenti del bilancio dello Stato relativi al Fsc 2014-20".

La scansione temporale della spesa
Dal riparto dei fondi appare chiara l'intenzione, più volte ribadita dal ministro Franceschini, di dare subito una scossa al capitolo Beni culturali. Già per quest'anno, infatti, è prevista una spesa di 64 milioni, ai quali si aggiungeranno i 90 milioni previsti per il prossimo anno e i 196 milioni per il 2018: in sostanza, quindi, entro il prossimo biennio sarà assegnato più di un terzo delle risorse totali (350 milioni, pari al 35%).
Il giro di boa, tuttavia, ci sarà nel 2019, anno in cui verranno impiegati 237 milioni di euro, raggiungendo, in termini cumulativi, quasi il 60% delle risorse totali da impiegare (587 milioni su 1 miliardo). Il resto verrà speso, a decrescere, negli ultimi tre anni del piano: rispettivamente, 194, 125 e 94 milioni per ciascuna delle annualità del triennio 2020-22, in cui è previsto il completamento del programma.

Le aree di intervento
Sono tre i "macroaggregati" in cui si possono suddividere gli interventi in base alla classificazione fatta dal Governo. Il più corposo è quello che riguarda il sistema museale nel quale rientrano 26 progetti definiti dal Mibact (link alla tabella): opere di rilevo volte al recupero di strutture dismesse o degradate, di grande valore culturale e con grandi potenzialità; il completamento della strategia di rafforzamento dei grandi musei autonomi; la chiusura di grandi opere di impatto nazionale e internazionale ancora incompiute; interventi di ripristino del patrimonio culturale danneggiato da eventi sismici.

In questo ambito spiccano, tra l'altro, alcuni dei lavori più corposi. Come l'intervento da 70 milioni per il restauro e la valorizzazione dell'ex carcere borbonico di Santo Stefano, a Ventotene, puntando al miglioramento delle strutture e alla realizzazione di un sistema di accoglienza per incrementare la fruizione del sito. Ma anche il completamento del Nuovo Auditorium a Firenze (60 milioni) o i lavori - da 40 milioni a intervento - previsti alla Reggia di Caserta, con il completamento delle opere di restauro del monumento e del parco, e a Pompei, per la continuazione del Grande Progetto in corso sull'area archeologica. In generale, dando uno sguardo d'insieme al programma di finanziamenti, salta all'occhio (come si nota anche dagli interventi citati in precedenza) come alcune aree del territorio italiano abbiano attratto parte rilevante delle risorse: tra le regioni in cui si concentrano più finanziamenti ci sono, in ordine, la Campania, il Lazio, l'Emilia Romagna e la Toscana.

Gli interventi sul fronte turistico-culturale
Il secondo piano di azione riguarda il consolidamento dei sistemi territoriali turistico–culturali, come aree vaste e tracciati/cammini storici o religiosi. Sono sette gli interventi che si collocano in questo ambito, tra i quali spiccano il progetto da 70 milioni per il Ducato Estense (nelle province di Ferrara e Bologna), con il recupero dei beni culturali ecclesiastici e pubblici danneggiati dal sisma, o i 60 milioni complessivi distribuiti equamente per la valorizzazione e la sistemazione di tre "percorsi" storici e religiosi (20 milioni ciascuno) nei territorio di diverse regioni: Appia Antica, via Francigena e cammini di San Francesco e
Santa Scolastica.

Call ai cittadini per scegliere i beni da valorizzare
Infine, a completare il quadro ci sono altri 170 milioni complessivi riservati a ulteriori opere, da individuare con un apposito Dpcm. Il governo, tuttavia, ha reso noto di volere indirizzare buona parte di questa cifra su interventi segnalati direttamente dai cittadini. Per questo ha attivato uno specifico indirizzo di posta elettronica, bellezza@governo.it, al quale fino al al 31 maggio tutti i cittadini potranno segnalare un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare o un progetto culturale da finanziare. A disposizione ci saranno 150 milioni di euro: una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse. Il relativo decreto di stanziamento, fa sapere il Governo, sarà emanato il 10 agosto 2016. I restanti 20 milioni, invece, saranno destinati al completamento di significativi interventi già avviati, la cui lista è da definire.

La lista degli interventi


© RIPRODUZIONE RISERVATA