Lavori Pubblici

Salerno-Reggio, sequestrato il lotto Mileto-Rosarno (già finito): «rischio idrogeologico e truffa»

Gianluca Prestia (*)

Indagate 21 persone dell'Anas e della Cavalleri Ottavio - Piloni del viadotto sull'alveo del fiume, false attestazioni su rifiuti mai smaltiti, subappalti non autorizzati

(*) agenzia Ansa - Vibo Valentia

Un nuovo tratto di otto chilometri dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria su cui incombe un grave rischio idrogeologico, una truffa all'Anas e subappalti non autorizzati.
Sono questi alcuni degli elementi emersi nelle indagini della Guardia di finanza di Vibo Valentia che hanno portato, su disposizione della Procura della Repubblica, al sequestro del tratto autostradale tra gli svincoli di Mileto e Rosarno e di un tratto della strada provinciale 58.
Nell'inchiesta sono indagate 21 persone tra funzionari Anas, tecnici e dirigenti della società che si era aggiudicata l'appalto (Cavalleri Ottavio Spa di Bergamo) e di altre ditte che avevano avuto da quest'ultima lavori in subappalto. Agli indagati vengono contestati a vario titolo i reati di disastro doloso, falso ideologico e materiale in relazione alla concessione di lavori in sub appalto senza la prescritta autorizzazione da parte della Stazione appaltante e truffa aggravata ai danni di ente pubblico in relazione all'indebita percezione di pagamenti per smaltimento di rifiuti di lavorazione, attestato mediante falsa documentazione.

L'inchiesta ha avuto inizio dopo il danneggiamento di alcuni mezzi subito dall'impresa Cavalleri che si è aggiudicata l'appalto. Per questa vicenda le indagini erano inizialmente condotte dalla Dda Catanzaro perchè si ipotizzava un tentativo di estorsione da parte della 'ndrangheta. Una volta scartata la pista mafiosa, il fascicolo è stato trasmesso alla Procura di Vibo Valentia che, attraverso la Guardia di finanza, ha scoperto una serie di anomalie nella realizzazione dell'opera rispetto al progetto originario.

Altro aspetto è quello dell'inosservanza alle norme previste dal Piano di assetto idrogeologico con la presenza di piloni all'interno dell'alveo del fiume Mesima in una zona in cui il rischio è a livello massimo, R4, e in cui si sono verificate già esondazioni, l'ultima delle quali proprio lo scorso marzo. E nonostante la normative, hanno sottolineato gli inquirenti, sia «l'Anas che la ditta appaltatrice Cavalleri hanno fatto qualcosa per sanare la situazione».

Il tratto autostradale sequestrato, contrariamente alla Strada provinciale 58, rimane aperto e questo in quanto i periti incaricati del sostituto procuratore di Vibo Valentia, Benedetta Callea, non sono allo stato in grado di esprimersi sulla sicurezza dell'opera sotto il profilo statico. Ecco perché l'indagine è ancora in corso e mira, inoltre, a capire quanto è stato monetizzato dalla ditta Cavalleri.

C'è poi una presunta frode relativa al fittizio smaltimento dei rifiuti. Attraverso documenti falsi la ditta Cavalieri ha contabilizzato lo smaltimento di circa 3 milioni di chili di rifiuti provenienti dalla demolizione di sovrastrutture stradali. E proprio attraverso i falsi documenti la ditta è riuscita a farsi liquidare dall'Anas, a titolo di indennità di discarica, la somma di 403 mila euro. In serata l'Anas ha comunicato che la Procura di Vibo Valentia ha nominato il capo compartimento dell'A3 Salerno Reggio Calabria, Alessandro Marzi amministratore giudiziario del tratto posto sotto sequestro.

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«La Procura di Vibo Valentia ha nominato il Capo Compartimento Anas della Salerno-Reggio Calabria, ingegner Vincenzo Marzi, amministratore giudiziario del tratto della A3 sequestrato stamani e compreso tra gli svincoli di Mileto e Rosarno». Lo ha reso noto l'Anas. La decisione è stata adottata - è scritto nel comunicato - per assicurare «il corretto ripristino dello stato dei luoghi e la loro messa in sicurezza», nonché «la corretta e trasparente gestione con supervisione della ultimazione dei lavori appaltati» e «per garantire il ripristino delle condizioni di legalità».
L'ingegner Marzi ha ritenuto opportuno accettare le dimissioni del direttore dei lavori Francesco Caruso e del responsabile del procedimento Consolato Cutrupi.
Il tratto autostradale, che era stato aperto al traffico nel luglio 2014, resta transitabile. Infatti la stessa Procura ha dichiarato nel provvedimento di sequestro, così come anche Anas ritiene, che per il tratto in questione non sussiste allo stato «alcun pericolo intrinseco di cedimento/crollo/caduta/instabilità».
Anas collaborerà con il consulente tecnico nominato dalla Procura per eseguire tutte le verifiche necessarie e concordare gli interventi di inalveazione per la messa in sicurezza del fiume Mesima, che erano ancora in corso di esecuzione. «Nel frattempo Anas ha già attivato autonomamente i controlli su tutte le attività svolte dall'appaltatrice Impresa Cavalleri Ottavio Spa, per accertare e quantificare difformità e inadempienze».
«Anas, che ha già altri contenziosi in essere con la medesima impresa di costruzione - riporta ancora il testo - a valle delle verifiche si riserva di adottare nei suoi confronti tutti i provvedimenti che riterrà opportuni anche in considerazione della gravità dei fatti emersi nel corso della indagine. In tema di smaltimento dei rifiuti, Anas precisa che già nel febbraio 2016, a seguito di segnalazione della Guardia di Finanza, aveva provveduto a trattenere all'appaltatore l'importo di oltre 404mila euro».


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