Lavori Pubblici

Brescia-Padova/2. Operazione condizionata dall'ok alla Valdastico Nord. Il punto sul progetto

Franco Tanel

Dopo l'accordo Stato-Regioni di febbraio si lavora a un progetto di superstrada non a pedaggio che prolunghi la A31 in Valsugana e poi a Trento


È' ancora presto per vedere sostituito nel logo dell'Autostrada A4 "Serenissima" Brescia-Padova il leone di San Marco con la silhouette del toro, simbolo della Spagna. Perchè se è vero che ieri è stato ufficializzato l'accordo con cui gli spagnoli di Abertis si assicurano il 51,4 di A4 Holding (società alla quale fanno capo oltre le concessioni autostradali della A4 e A31Valdastico, anche importanti attività nel settore delle telecomunicazioni e delle costruzioni) corrispondendo nel gennaio 2023 ai soci privati riuniti in Reconsult, cioè Gruppo Astaldi, Intesa San Paolo e Famiglia Tabacchi, la somma di 594 milioni di euro, il closing dell'operazione, fissato per il prossimo luglio è subordinato a alcune condizioni per nulla marginali.
Oltre al via libera dell'antitrust, il vero nodo è l'approvazione da parte del Governo del prolungamento a nord della A31 della Valdastico al quale è legato il via libera dell'Unione Europea al prolungamento della concessione fino al 2026 (la concessione è ad oggi scaduta, in regime di prorogatio).
Prolungamento da sempre osteggiato, a spada tratta, dalla Provincia Autonoma di Trento, che di una autostrada che sbuca in A22 all'altezza di Trento non vuole sentir parlare. Trento spiega il suo no con ragioni di sostenibilità ambientale e scelte trasportistiche che guardano alla ferrovia, i maligni dicono che in realtà non vuole perdere, come socia della A22, (che ha appena ottenuto la proroga delle concessione tramite una nuova assegnazione in house), i ricchi pedaggi del tratto Verona-Trento, visto che i veicoli provenienti da est sicuramente taglierebbero per la via più corta, da Vicenza lungo la nuova arteria.
Il 9 febbraio scorso il Comitato Pariteticosulla Valdastico Nord al quale hanno partecipato Regione Veneto (favorevole al completamento della A31), Provincia di Trento e Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha concluso i lavori con un accordo, in verità assai sibillino, nel quale è sparita la parola autostrada ed è comparsa la locuzione corridoio di interconnessione. Una soluzione che ha permesso a tutti di proclamarsi vincitori e che prevede l'avvio della progettazione a carico del Ministero di una non ben definita serie di opere di connessione tra la Valsugana e la Valdastico, opere che dovranno poi essere approvate dai territori interessati.
Ad oggi secondo alcune informazioni in nostro possesso, però, il lavoro di progettazione non è ancora partito. L'unica cosa che pare chiara è che queste opere dovrebbero collegare la barriera d'esazione terminale della A31, probabilmente al limite del territorio veneto con la viabilità trentina e che gli oneri di realizzazione saranno a carico della Autostrada Brescia-Padova. Il tempo però è scarso e tutta l'operazione pare ancora poco chiara. Si parte da un dato che emerge dallo studio elaborato dal Mit durante i lavori del Comitato Paritetico: il traffico tra Veneto e Trentino attraverso l'Autostrada Valdastico Nord è stimato nel 2024 attorno ai 17.150 veicoli giorno per ambo i sensi, dei quali 12.400 spostati dalla A22 tra Verona e Trento e circa 3000 dalla Valsugana. Una cifra che secondo la Provincia di Trento non giustifica due miliardi di investimento.

Però la Provincia di Trento ha un problema: togliere dalla zona dei laghi i circa 10.000 veicoli al giorno che si muovono da e per Trento lungo il tracciato storico della Valsugana alleggerendo una zona che è oramai una sorta di area suburbana del capoluogo. Ed ecco che il tracciato della Valdastico Nord diventa utile: non più come sistema chiuso che, come un tubo, scarica ulteriori veicoli nella zona di Trento ma come superstrada non a pedaggio sulla quale dirottare tutto il traffico di transito che adesso affligge la zona dei laghi di Levico e soprattutto Caldonazzo. Così, a spese di A4, potrebbe "passare" una arteria con partenza nella zona di Lastebasse, traforo che sbuca nella valle del Centa, bretella con la zona dei laghi e nuovo tunnel per arrivare in Val d'Adige nella zona di Mattarello dove collegarsi alla Statale 12 a sud di Trento. Se così fosse si tratterebbe di fatto dell'autostrada, mascherata da superstrada e senza oneri di pedaggio: a servizio quindi anche dei residenti, ma soprattutto realizzata senza spendere un euro della Provincia. Non è detto comunque che i Comitati contro la Valdastico vedano la soluzione di buon occhio.

Abertis, in ogni caso, scommette sulla risoluzione in tempi brevi della intricata questione. Per il gruppo spagnolo l'acquisizione permette di entrare nel mercato italiano (un tentativo era già stato fatto nel 2006, stoppato però dall'allora governo Prodi) e di consolidare il proprio ruolo di gestore con più di 8.500 km di autostrade in concessione. Abertis è il primo operatore autostradale in Spagna e Cile ed è presente anche in Francia, Brasile e Puerto Rico.

E' però interessante un altro aspetto dell'affare: tra le società che fanno capo ad A4 Holding una delle più importanti è Infracom, tra i leader italiani nei servizi ICT, con una rete proprietaria in fibra ottica di oltre 9.000 km, tre Data Center e grandi progetti nello sviluppo della banda larga. Abertis di suo ha una partecipazione del 34% in Cellnex Telecom il più grande operatore indipendente europeo d'infrastrutture di telecomunicazione per la telefonia mobile e la trasmissione, con una rete che comprende più di 15.000 antenne, ed è l'azionista di maggioranza (57,05%) di Hispasat, l'azienda leader satellitare in America Latina, con sette satelliti in orbita. Quindi con il controllo di A4 Holding la società spagnola prende i classici due piccioni con una fava. E ricordiamo che nel marzo 2015 Abertis si è aggiudicata per 693 milioni di euro la rete delle torri di trasmissioni di Wind in tutta la penisola.

Il bilancio 2015 di A4 Holding si è chiuso con ricavi per oltre 559 milioni, un Ebitda di 228,3 milioni pari al 40,8% in crescita rispetto al 2014 e un utile di esercizio di 42,4 milioni (erano 33 l'anno precedente). L'indebitamento finanziario netto è di circa 610 milioni in calo rispetto all'ultimo esercizio. La Società Autostrada Brescia-Padova, gestisce l'omonima arteria di 146 km, terza in Italia per volumi di traffico con un indice di traffico medio giornaliero (TGM) di 91 mila veicoli e la A31 dellaValdastico nelle due tratte a sud, Vicenza- Badia Polesine, recentemente inaugurata di 53 km e a nord, Vicenza-Piovene Rocchette di 36 km.


© RIPRODUZIONE RISERVATA