Lavori Pubblici

Linee guida/4. «Giusta l'accelerazione per evitare la paralisi delle gare»

Giuseppe Latour

Al convegno di approfondimento sul codice appalti (promosso dall'Università la Sapienza) sottolineata l'urgenza di pubblicare le indicazioni dell'Anac

Accelerare l'emanazione dei provvedimenti attuativi dell'Anac. E, soprattutto, spiegare alle stazioni appaltanti come devono affrontare la fase transitoria. L'avvocato Pierluigi Piselli, nel corso della giornata di approfondimento sul Codice appalti svoltasi ieri a Roma a Villa Lubin, lancia l'allarme sulla situazione che sta prendendo forma sul mercato: il rischio blocco dei bandi è concreto. Per questo l'Anticorruzione deve intervenire, andando oltre il comunicato pubblicato venerdì scorso.

Avvocato partiamo dal suo giudizio generale sul Codice…
Il Codice è positivo nei suoi principi generali, ma dobbiamo considerare che siamo di fronte a un work in progress. Il quadro della normativa deve ancora essere completato con degli elementi molto importanti.

Si riferisce alle linee guida Anac?
Certo. Per il mercato sarà fondamentale verificare cosa contengono. Per questo motivo, è importante che escano subito, senza far passare mesi.

La fase transitoria poteva essere regolata meglio?
Probabilmente, sì. Ma arrivati a questo punto non mi sembra questa la questione centrale.

Cosa sta accadendo in questi giorni sul mercato?
Osserviamo un effetto blocco. Le pubbliche amministrazioni, di fronte a provvedimenti ancora incompleti, preferiscono non avviare nuove procedure. Stanno ritardando, annullando, bloccando tutti i nuovi bandi. È per questo che bisogna intervenire.

Il comunicato Anac-Mit di qualche giorno fa non basta?
Quello è servito a regolare un problema relativo ai giorni immediatamente successivi l'entrata in vigore. È stato importante, ma ha riguardato soltanto un arco temporale molto limitato. Adesso bisogna guardare alla situazione più generale. L'Anac deve intervenire.

Da dove deve partire l'intervento?
Certamente, dal diritto intertemporale. Bisogna spiegare con precisione alle stazioni appaltanti cosa possono fare subito e come devono farlo. Poi, bisognerà intervenire sugli altri temi, come la qualificazione delle imprese o delle stazioni appaltanti. Il mio consiglio, però, è di spacchettare la regolamentazione dell'Anac.

In che senso?
Non bisogna aspettare di fare tutto insieme, bisogna dare immediatamente un quadro applicativo chiaro alle stazioni appaltanti e, poi, regolare i vari settori previsti dal Codice, un pezzo alla volta. Se aspettiamo di avere il quadro completo, rischiamo di chiudere. Solo in questo modo potremo scongiurare il rischio di un blocco.


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