Lavori Pubblici

Regolamento edilizio unico, Madia: «Siamo in dirittura di arrivo»

Massimo Frontera

Superato lo scoglio delle definizioni è vicino il varo del decreto, ha detto il ministro della Semplificazione. Al lavoro su un secondo decreto attuativo sulla Scia

Il regolamento edilizio unico è sempre più vicino. Ad assicurarlo è stato ieri il ministro per le Semplificazioni e Pa, Marianna Madia, nel corso di una audizione alla Camera presso la commissione per la Semplificazione. Il ministro ha ricordato che nelle scorse settimane è stato superato il principale ostacolo - costituito dalle definizioni standard - e che, dopo questo passaggio, il traguardo è ormai prossimo, con l'approvazione dell'articolato.

Regolamento edilizio unico più vicino
«L'8 febbraio - ha ricordato il ministro Madia parlando di fronte alla Commissione per la Semplificazione - è stata licenziata, anche grazie al ministro Delrio, la lista delle 42 definizioni uniformi». «Si tratta di 42 definizioni uniformi e inderogabili che saranno allegate al regolamento edilizio-tipo - ha aggiunto -. Qui ci siamo arrivati. Ora che, dal mio punto di vista, il lavoro più impegnativo è stato fatto, stiamo completando lo schema tipo. Auspichiamo, grazie a queste 42 definizioni uniformi, che questo schema tipo si concluda rapidamente».
Il regolamento edilizio unico è una delle misure previste dal decreto Sblocca Italia ma è anche una delle misure sulle quali si registra un ritardo rispetto alle scadenze indicate nell'agenda per le semplificazioni. A questo proposito Madia ha sottolineato che «la norma di legge dello Sblocca Italia non prevedeva scadenze per l'adozione dell'accordo (con le regioni sul testo, ndr) e che quindi l'agenda ha innescato un meccanismo di pressione e sollecitazione di tutti gli attori coinvolti che ha consentito, anche se in ritardo rispetto alle scadenze che noi stessi ci eravamo dati oltre alla norma, un accordo sulle definizioni uniformi».

SCARICA IL TESTO - IL REPORT SULL'ATTUAZIONE DELL'AGENZIA PER LA SEMPLIFICAZIONE AL 31 MARZO 2016

In cantiere il secondo decreto attuativo sulla Scia
Sempre in tema di misure di semplificazione per l'edilizia, il ministro Madia ha ricordato che è attualmente nella fase di iter parlamentare il decreto sulla Scia, in attuazione dell'articolo 5 della legge delega per riorganizzazione della pubblica amministrazione (n.124 del 7 agosto 2015), che ha già ricevuto il parere delle Regionie il parere del Consiglio di Stato.
«C'è un secondo decreto che stiamo preparando e che vi arriverà per il parere - ha detto Madia ai componenti della Commissione - che completerà la riforma delle regole sulla Scia e sui regimi applicabili ai diversi procedimenti». Il provvedimento servirà a «chiarire una volta per tutte per quali provvedimenti serva una autorizzazione espressa, cosa si può fare con Scia e cosa invece basta la comunicazione: l'obiettivo finale è fare in modo che cittadini e imprese abbiano a disposizione, per le diverse richieste un percorso telematico guidato che abbia a monte un quadro certo e non discrezionale di regole». Tuttavia, la scrittura del provvedimento è «un'opera complicata, ed è per questo che sul decreto stiamo ancora lavorando».

Modulistica unica, la situazione
Per quanto riguarda la modulistica unica, il ministro Madia ha ricordato che è stato ormai completato il recepimento degli schemi da parte di tutte le regioni a statuto ordinario (essendo le regioni a statuto speciale e le province autonome non obbligate all'adozione) e - nelle stesse regioni «è stata completamente eliminata la richiesta di dati in possesso della pubblica ammnistrazione, come certificati catastali, durc, certificati di destinazione urbanistica. Tutta questa documentazione non deve essere più presentata: ci pensa l'amministrazione».

Autorizzazione integrata ambientale, modulo unico in cinque regioni
Aggiornamento anche sul modulo unico per l'autorizzazione integrata ambientale (Aia). «Sono undici le regioni che hanno finora adottato lo schema di modulo unico di richiesta di autorizzazione integrata ambientale, oltre a numerose province della Sicilia. Ci risulta che altre cinque regioni stanno per adottarlo: si tratta di Campania, Molise, Basilicata, Abruzzo Liguria. La verifica proseguirà fino a che le regioni non l'avranno adottato».


© RIPRODUZIONE RISERVATA