Lavori Pubblici

Grandi imprese, «Integra» subentra a Ccc e punta a crescere su servizi e Mezzogiorno

Massimiliano Carbonaro

Al vecchio consorzio restano le partecipazioni, al nuovo il core business - Criteri più selettivi per scegliere le coop consorziate

Al "vecchio" Ccc (Consorzio Cooperative Costruzioni) resta la gestione delle 210 partecipazioni, a «Integra» - il nuovo consorzio di cooperative - il settore operativo delle costruzioni e dei servizi. La nuova società con sede a Bologna si presenta con una capitalizzazione per 42 milioni di euro, un portafoglio lavori di 2 miliardi di euro, 119 soci e un giro di affari complessivo delle associate di circa 6 miliardi.

Il nuovo Consorzio Integra ha origine lo scorso giugno 2015 quando il nuovo Consiglio di Gestione di Ccc sotto la presidenza di Vincenzo Onorato, adotta la decisione di dar vita a un nuovo progetto imprenditoriale in cui trasferire il ramo lavori e servizi di Ccc con l'obiettivo di valorizzare ancora di più il ramo dei servizi che comunque negli ultimi anni era cresciuta del 15% e per far accrescere ulteriormente il mercato del Mezzogiorno italiano (80 milioni nel 2014 e più 30% nel 2015). La costituzione di Integra è stata poi formalizzata nelle settimane scorse e presentata l'8 aprile a Milano.

Una scelta forte del fatto che CCC nel 2015 era riuscita a raggiungere il miliardo di acquisizione crescendo del 12% rispetto al 2014 avendo vinto l'anno passato 605 milioni di gare.

«Integra – spiega Onorato – nasce dalla consapevolezza che ci voleva un nuovo patto consortile per lo sviluppo delle nostre Cooperative e dalla necessità di separare la gestione core e quella extra core di Ccc».

Il nuovo consorzio si è dotato di uno statuto moderno, che affida un ruolo preponderante al Consiglio di sorveglianza, all'interno del quale è previsto che siedano almeno tre componenti indipendenti, nella tutela degli interessi dei soci. Il Consiglio di Gestione, che mantiene l'esclusiva competenza gestionale è presieduto da Vincenzo Onorato che è anche il direttore generale di Integra.

«Negli ultimi anni – continua Onorato – abbiamo puntato sui servizi e su una area del mezzogiorno che storicamente non era particolarmente presidiata da Ccc. Le previsioni di mercato ci dicono che si va sempre di più verso gare medio/piccole con appalti inferiori a cinque milioni. È evidente che solo una struttura radicata nel territorio e con una rete commerciale diffusa può intercettare un mercato di queste dimensioni. In questo modo le nostre consociate non devono affrontare il commerciale da soli che prevederebbe costi ingestibili per loro. Se guardiamo poi al fatto che si va sempre più verso centrali di appalti la nostra scelta è sempre più valida».

Integra per integrare più realtà imprenditoriali
Il nome Integra nasce dall'obiettivo di abbracciare diversi settori con i due miliardi di lavori trasferiti da Ccc che sono il frutto di 360 cantieri. Le analisi del mercato degli ultimi anni, dei futuri investimenti e delle tendenze normative nascono alla luce del fatto che gli appalti di importo inferiore a 5 milioni sono stati tra il 43% e il 48% del totale e quelli inferiori a 25 milioni tra il 64% e il 70% nel 2014 e nel 2015. E dalla stima è che le gare saranno sempre più organizzate in accordi quadro per macro lotti e bandite da centrali di committenza. «La crisi – ha poi spiegato Onorato – ha minato la nostra base sociale e il patto consortile tradizionale e ha fatto emergere forte l'esigenza di introdurre importanti misure che in qualche modo superassero anche delle storture».
In questo nuovo patto consortile ci sono regole che consentono di selezionare in fase di gara le cooperative partecipanti ad un bando dal punto di vista industriale e poi di verificare il reale stato di svolgimento e la qualità del lavoro.

Nel dettaglio Integra si è dato un regolamento di assegnazione lavori che prevede una serie di criteri di selezione che devono tenere conto delle caratteristiche industriali delle cooperative, della capacità sia organizzativa sia economico finanziaria; comprende anche un sistema di monitoraggio sull'andamento del contratto e previsioni di revoca nelle assegnazioni per evitare inadempimenti e contestazioni ma anche ritardi nei pagamenti dei subappaltatori e rischi creditizi che potrebbero portare al peggioramento del rating. «Il progetto industriale – ha concluso Onorato – prevede di integrare le dimensioni di varie cooperative dalle caratteristiche complementari. Imprese selezionate tra quelle sane, imprese solide e affidabili dal punto di vista etico. Un'integrazione tra costruzioni e servizi con un peso importante per questo ultimo settore tanto che nel consiglio di sorveglianza trovano posto i presidenti delle più importanti società di servizi».

Il futuro di CCC
Per quanto riguarda CCC, Domenico Livio Trombone il presidente del consiglio di gestione di CCC rassicura che questo consorzio continuerà per la sua strada. «Ha ancora 210 partecipazioni da gestire e probabilmente si evolverà in una holding. Siamo presenti in alcune realtà finanziarie e assicurative e in una serie di progetti e società immobiliari che vanno dal Nord al Sud – continua – Abbiamo circa otto sedi secondarie oltre quella di Bologna e 86 dipendenti con professionalità importanti che devono contribuire a questo cambiamento di pelle. Va implementata la gestione degli approvvigionamenti settore che ha intermediario fino a 500 milioni di euro di merci e servizi. Senza contare che il valore contabile delle partecipazioni è cento milioni più tutto il suo patrimonio immobiliare».

Le stime per il 2016
Una trasformazione radicale perché il futuro non appare particolarmente roseo.
«L'obiettivo per questo anno – conclude Onorato – è di confermare il miliardo di acquisizioni. La nostra missione è consolidarci sul mercato italiano anche nei servizi. Mentre non guardiamo all'estero dove si va con cautela, ma per il momento non c'è un piano strategico. Le previsioni per il 2016 se il trend è quello dell'inizio dell'anno, c'è da avere paura perché appare come il peggiore della crisi. La preoccupazione c'è sia se si guarda l'inizio dell'anno sia se guardiamo in prospettiva».


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