Lavori Pubblici

Codice appalti, ok delle Commissioni: basta proroghe delle concessioni autostradali

Giuseppe Latour e Mauro Salerno

Approvati i pareri allo schema di decreto. Tra le molte correzioni richieste anche l'obbligo di gare per i piccoli appalti della Rai, tetto ai subappalti e stretta sulle deroghe

Divieto di proroga delle concessioni autostradali e possibilità di modificare i piani economici nelle operazioni di partenariato pubblico-privato sulla base di linee guida messe a punto dall'Anticorruzione. E poi obbligo di gara anche per gli appalti sotto i 5,2 milioni conclusi dalla Rai (esclusi dalla riforma approvata a fine 2015) e alle attività di estrazione e produzione di petrolio. Rispetto alle bozze circolate ieri, sono le principali novità contenute nel parere sullo schema di decreto con il nuovo codice dei contratti pubblici approvato oggi, su due testi gemelli, dalle commissioni Lavori pubblici di Camera e Senato.

Restano ferme invece tutte le correzioni richieste gia presenti nelle bozze dei pareri: dal recupero del tetto al 30% per i subappalti alla richiesta di maggiore trasparenza per i piccoli lavori, dall' abbassamento a 150mila euro della soglia di importo per l'utilizzo del massimo ribasso alla stretta sulle deroghe per la protezione civile e all'unificazione del rating di impresa sotto l'Anac di Raffaele Cantone.

TRASPARENZA SUI PICCOLI LAVORI, ANTICIPO PREZZI E TETTO AI SUBAPPALTI: TUTTE LE CORREZIONI DEL PARLAMENTO AL CODICE

«Per la prima volta nella storia repubblicana abbiamo un parere identico nei due rami del Parlamento. Basta questo per dire la qualità del lavoro - ha detto il relatore in Senato Stefano Esposito, che ha lavorato duramente alla riforma - Finalmente abbiamo un Codice degli appalti che dà tutti gli strumenti contro la corruzione e lo spreco di denaro e che ci fa stare in Europa».

NUOVO CODICE APPALTI: IL TESTO E TUTTI GLI APPROFONDIMENTI

Le ultime novità dei pareri
Tra le novità dell'ultim'ora spicca la richiesta di inserire esplicitamente nel codice il divieto di proroga delle concessioni autostradali che d'ora in avanti dovranno essere assegnate tramite gara , con bandi pubblicati almeno sei mesi prima della scadenza. Di impatto anche la richiesta di modificare il decreto laddove prevedeva sempre e comunque la revisione dei piani economici finanziari delle opere realizzate con il contributo di capitali privati «al verificarsi di fatti non riconducibili» all'operatore economico. Qui il Parlamento chiede di trasformare l'obbligo di riequilibrare i piani con una possibilità, soggetta peraltro a linee guida pubblicate dall'Autorità Anticorruzione, con valore vincolante.

Nuova è anche la richiesta di imporre le gare anche per gli appalti della Rai di importo inferiore a 5,2 milioni. Al momento, sulla base della riforma, approvata a fine dicembre, questo tipo di appalti è escluso dall'applicazione del codice. Non solo. Nel parere spunta anche la richiesta di prorogare fino al 31 ottobre la concessione Rai che scade il 6 maggio «per il periodo di tempo strettamente necessario ad esperire» una consultazione pubblica sugli obblighi del servizio pubblico a cura del ministero dello Sviluppo economico «e a procedere all'aggiornamento del quadro normativo in materia di affidamento della concessione del servizio pubblico radiotelevisivo multimediale ».

Rispetto alle polemiche degli ultimi giorni nel parere definitivo arriva anche la richiesta di inserire tanto le attività di estrazione che di produzione di petrolio tre le operazioni soggette all'applicazione del nuovo codice dei contratti e dunque alle gare.

Tetto subappalti al 30%
Le novità dell'ultima ora si aggiungono a un pacchetto di modifiche parecchio robusto. Tra queste, spicca il ritorno dell'anticipazione del prezzo a favore delle imprese, «pari al 20% da corrispondere all'appaltatore entro quindici giorni dall'effettivo inizio dei lavori». L'erogazione, però, viene subordinata alla costituzione di una garanzia fideiussoria. Viene, poi, risolto il problema del subappalto: all'articolo 105 si stabilisce il ripristino della soglia del 30% «dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture».

Commissioni giudicatrici
Ancora, si affronta il tema delle commissioni giudicatrici. A Consip, Invitalia e ai soggetti aggregatori regionali viene concessa la costituzione di una sezione speciale degli elenchi Anac, composta da esperti interni, alla quale potranno fare ricorso per le loro procedure di gara. Inoltre, le commissioni interne vengono limitate al di sotto della soglia dei 150mila euro, mentre prima potevano arrivare fino alla soglia comunitaria da 5,2 milioni. Più paletti arrivano per le deroghe della Protezione civile.

Più trasparenza sui piccoli lavori
Sulle procedure sotto soglia arriva una forte iniezione di trasparenza. Tra i 40mila e i 150mila viene istituito l'obbligo di consultazione di almeno cinque operatori economici (prima erano tre). Tra i 150mila e il milione di euro si passa dalla trattativa privata alla procedura ristretta che, quindi, prevede un bando e la consultazione di almeno dieci operatori. Sul massimo ribasso si chiede che questo criterio potrà essere usato solo per i lavori di importo pari o inferiore a 150mila euro. La vecchia soglia era fissata a un milione.

Bandi sui giornali
Novità importanti ci sono anche sulla pubblicità dei bandi. Il decreto del Mit che, entro sei mesi, definirà gli indirizzi generali di pubblicazione della documentazione di gara dovrà prevedere, tra i vari criteri, anche l'utilizzo della stampa quotidiana maggiormente diffusa nell'area interessata dal bando.

Rating di impresa
Sul rating di impresa, infine, la relativa regolazione passa tutta in campo all'Anac. Mentre sulle concessioni viene istituita una maxi sanzione del 10% per le società che non rispettano il tetto dell'80 per cento.

«Fra i punti salienti indicati nella legge delega e nel nuovo Codice - scrivono in una nota congiunta i presidente delle due commissioni parlamentari Ermete Realacci e Altero Matteoli - vi è il superamento della legge obiettivo; l'archiviazione della pratica del massimo ribasso e delle varianti in corso d'opera; l'introduzione del débat public che prevede nuove forme di partecipazione prima di avviare grandi progetti». I due presidenti fanno inoltre rilevare che «si torna alla qualità e alla centralità della progettazione e viene dato un ruolo organico di indirizzo e di controllo all'Anac».


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