Lavori Pubblici

Cantone: anche i costruttori con richiesta di concordato in bianco possono qualificarsi per gli appalti

Giuseppe Latour

L'Anac aggiorna il manuale di qualificazione delle imprese attive nel settore dei lavori pubblici: tutte le novità e il documento

Le imprese ammesse alla procedura di concordato in bianco potranno presentare domanda per il conseguimento della qualificazione. È solo uno dei chiarimenti che l'Anac ha inserito nel comunicato del 9 marzo 2016, che aggiorna il manuale sulla qualificazione per l'esecuzione di lavori pubblici sopra l'importo di 150mila euro. La nota, firmata dal presidente Raffaele Cantone, risponde a una serie di quesiti di operatori e società di attestazione, facendo chiarezza su alcuni profili problematici, come il silenzio assenso, i termini per l'emissione dei documenti o gli effetti delle sanzioni interdittive per gli operatori che si macchiano di false dichiarazioni.

In materia di concordato preventivo in bianco, l'Autorità risponde a un dubbio frequente delle Soa, che «hanno rappresentato che risulta eccessivamente penalizzante per gli operatori economici la previsione contenuta nel manuale, riguardo alla ostatività al conseguimento della qualificazione, nel caso un'impresa abbia presentato la domanda di ammissione alla procedura di concordato». L'Anac sul punto richiama la sua determinazione n. 5 del 2015, nella quale «è stato stabilito che l'ipotesi di presentazione del cosiddetto concordato in bianco, risulta non ostativa al conseguimento/mantenimento dell'attestazione di qualificazione». L'istanza di concordato, infatti, non configura una causa ostativa alla partecipazione a gara, e quindi al rilascio dell'attestazione di qualificazione.

Altro chiarimento importante arriva in materia di termini. In questo caso il problema riguarda la possibilità di prevedere delle sospensioni in caso di mancata produzione di documentazione idonea. «In considerazione del fatto che per la verifica triennale il termine di legge è 45 giorni, oltre l'eventuale proroga di ulteriori 45 giorni, il termine indicato nel manuale per le variazioni minime in analogia a quello delle verifiche triennali appare congruo. Resta fermo che in caso di aggravi istruttori le Soa potranno sospendere il procedimento sino al doppio del termine previsto per il rilascio dell'attestazione (90 giorni) e successivamente procedere, decorso inutilmente tale ulteriore termine, al diniego alla decadenza dell'attestazione». Quindi, le società di attestazione hanno nelle mani un jolly di 90 giorni per congelare la decorrenza dei termini.

Con qualche limite, poi, potranno fare ricorso all'istituto del silenzio assenso. Spiega l'Anticorruzione: «Qualora le Soa non ricevano alcuni dei riscontri richiesti nel termine assegnato, comunque non inferiore a trenta giorni, dopo aver svolto rigorosi e documentati accertamenti supplementari che escludano evidenti profili di anomalia e forniscano una effettiva garanzia sul possesso dei requisiti, potranno procedere al rilascio degli attestati, fatte salve le diverse disposizioni di legge». Quindi, per la verifica dei requisiti generali si fa riferimento alle usuali prassi amministrative di silenzio assenso, mentre per quanto riguarda le certificazioni di esecuzione dei lavori «è stato prescritto che le stesse non possano essere utilizzate in assenza dei previsti ed idonei riscontri di veridicità».

Ancora, c'è la questione delle sanzioni interdittive avviate in presenza di false dichiarazioni: secondo alcune Soa, l'operatore economico colpito da questi provvedimenti può sottoscrivere il contratto per l'ottenimento di una nuova attestazione. L'Autorità, però, spiega che «al momento della sottoscrizione del contratto di qualificazione la rappresentanza legale dell'impresa è tenuta a presentare le dichiarazioni sostitutive ai sensi delle disposizioni del Dpr 445/2000, che attestino di non trovarsi in alcuna delle condizioni ostative al conseguimento dell'attestazione». Quindi, quando firma il contratto, l'operatore non può essere bloccato da un'interdizione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA