Lavori Pubblici

Salini Impregilo, margini e ricavi in forte progresso grazie ai grandi progetti esteri

Celestina Dominelli

Pietro Salini: Con l’esercizio 2015, la società ha confermato la capacità di cogliere gli obiettivi di crescita, marginalità e solidità finanziaria, sapendosi adattare a un contesto globale in continua evoluzione

Salini Impregilo chiude il 2015 con un Ebitda in crescita del 13,7%, a 486,5 milioni di euro, con un Ebit in rialzo dell’11,3%, a 272,7 milioni di euro, e con ricavi in salita dell’11,7%, a 4,7 miliardi di euro, sospinti dallo sprint di alcuni grandi progetti esteri - dall’Arabia Saudita (la linea 3 della metro di Riyadh) all’Australia (lo Skytrain di Sydney) -, mentre il traino italiano è legato alla commessa per la tratta Milano-Genova dell’alta velocità. Il risultato netto è stato di 60,6 milioni di euro contro i 93,8 milioni del 2014, che includevano un utile da attività operative cessate per 30,6 milioni, principalmente legati alla vendita di Fisia Babcock, mentre il risultato netto delle attività continuative, pari a 98,8 milioni di euro, segna una crescita del 36,1% se confrontato con il 2014, e l’utile ante imposte è di 183,4 milioni, in progresso del 63,5%. «Con l’esercizio 2015, la società ha confermato la capacità di cogliere gli obiettivi di crescita, marginalità e solidità finanziaria, sapendosi adattare a un contesto globale dalla complessità in continua evoluzione», commenta il numero uno di Salini Impregilo, Pietro Salini, per poi porre l’accento «sulla stringente disciplina finanziaria» e sulla capacità «di avere una visione prospettica di lungo periodo» e «di eseguire con impegno e professionalità gli obiettivi posti dai clienti».

E, in effetti, i numeri sono lì a certificarlo. Perché, dal bilancio 2015, emerge sia una performance positiva della gestione finanziaria, che ha riportato oneri netti per 89,6 milioni (in calo di 36,8% rispetto al 2014), grazie alla rinegoziazione di alcune linee bancarie con la conseguente riduzione dei tassi, come pure una contrazione dell’indebitamento netto che si attesta a 26,8 milioni, in discesa di 62,5 milioni sul dato registrato a fine 2014 (e, di conseguenza, migliora il rapporto debito netto/equity che è ora pari a 0,02). E anche il portafoglio ordini continua a crescere, a quota 33,3 mliardi a fine 2015, con 5,4 miliardi di nuove commesse.

La società continua quindi a correre, forte altresì, come ricorda lo stesso Salini, dell’acquisizione di Lane «con la quale abbiamo raggiunto una dimensione complessiva globale che supera i 6 miliardi di euro di fatturato e abbiamo cavalcato un processo di crescita estremamente veloce, che oggi intendiamo continuare a stabilizzare e orientare verso aree più profittevoli». Le sfide, d’altro canto, non mancano e saranno enucleate nel nuovo piano industriale che dovrebbe essere presentato, insieme alla guidance 2016, subito dopo l’assemblea dei soci convocata per il 28 aprile e chiamata anche ad avallare la proposta di assegnare ai soci un dividendo di 0,04 euro per azione (0,26 per quelle di risparmio). Mentre per fine giugno, come annunciato dall’ad in conference call, sarà pronto il nuovo Canale di Panama: i lavori di ampliamento sono stati ultimati, mancano ora all’appello alcuni test finali. E, prima di Panama, saranno pronti sia la nuova diga Gibe III in Etiopia (fine aprile) che il centro culturale della Fondazione Niarchos ad Atene (giugno).


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