Lavori Pubblici

Nuovo Codice/2. Nodo 80% per le concessionarie, mini-aperture dal Ministero Infrastrutture

Giuseppe Latour

Il Mit apre all'inserimento di clausole negli appalti a tutela del personale delle società in house, e alla possibilità che queste società partecipino alle gare

Clausole sociali per salvaguardare i posti di lavoro e partecipazione delle società in house alle gare. Il 14 marzo i vertici del ministero delle Infrastrutture hanno accolto i rappresentanti di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per discutere di uno dei pezzi più contestati della riforma appalti: l'innalzamento dal 60 all'80% del tetto massimo di lavori da mandare in gara nel quadro dell'in house delle concessionarie autostradali.
Dopo che le tre sigle avevano proclamato uno sciopero nazionale per la fine della scorsa settimana, il Mit ha deciso di convocare il vertice. Qui sono arrivati due risultati, di segno opposto: nessuna possibilità di ritoccare l'attuale impostazione del Codice, nemmeno attraverso lo scorporo delle manutenzioni. Al massimo, si potrà ragionare sulla previsione di clausole sociali e sulla partecipazione delle società delle concessionarie ai bandi. La decisione su questo, però, sarà presa solo dopo un nuovo incontro, il prossimo 22 marzo.
Nel frattempo, resta lo stato di agitazione delle tre sigle ma lo sciopero rimane congelato.

L'incontro, iniziato intorno alle sedici di ieri pomeriggio, non ha visto la presenza del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Al suo posto c'erano, invece, il capo di gabinetto del Mit, Mauro Bonaretti e il capo del legislativo del Mit, Elisa Grande. Dall'altra parte del tavolo sedevano i rappresentanti dei Feneal Uil, Filca Cisl, e Fillea Cgil. La loro richiesta era piuttosto secca: non applicare la percentuale del 20% massimo di in house alle manutenzioni e alle progettazioni, "con particolare riferimento al comparto autostradale e ai lavori edili". Questa era la soluzione proposta, escludendo l'ipotesi del ritorno alla vecchia percentuale del 60%, considerata improbabile alla luce della legge delega, ormai pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.

Il ministero, però, ha rimandato al mittente la richiesta. In base all'impostazione della delega, infatti, è impossibile procedere a uno stralcio di una parte dei lavori dalla previsione generale sulle concessioni.

Il Mit, però, ha aperto la porta a una possibile speranza, dicendosi disponibile a verificare la "percorribilità giuridica" di un'ipotesi alternativa: da un lato concedere alle società controllate di partecipare alle gare e, dall'altro, prevedere clausole sociali all'interno dei bandi, per evitare l'emorragia di posti di lavoro paventata dai sindacati in queste settimane. In aggiunta, ai concessionari dovrebbe essere data la possibilità di effettuare lavori e servizi in gestione diretta. Per adesso, comunque, si tratta solo di ipotesi di lavoro. Le parti si sono aggiornate al 22 marzo per un nuovo appuntamento. Fino ad allora non si parlerà più di scioperi.


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