Lavori Pubblici

I costruttori dell’Ance (dopo il maldipancia) confermano De Albertis: piena fiducia

M.Fr.

Il presidente aveva messo sul tavolo le sue dimissioni. Ieri, il comitato di presidenza ha confermato piena fiducia

Il maldipancia dei costruttori edili è rientrato, almeno per ora. Ieri, al termine di due giorni di un acceso confronto interno (culminato con la riunione dell’esecutivo mercoledì 17 e poi con il comitato di presidenza giovedì 18), i costruttori si sono stretti intorno all’attuale presidente dell’Ance, l’imprenditore milanese Claudio De Albertis, e hanno voluto comunicare all’esterno una immagine di compattezza della categoria. Un epilogo che è però arrivato dopo che, nei giorni scorsi, lo stesso De Albertis aveva messo sul tavolo le sue dimissioni dopo le critiche e le divisioni interne. Una parte delle imprese edili era infatti fortemente critica sull’attuale linea politica della “squadra” di De Albertis in merito alla gestione della crisi. Una crisi che ha messo a dura prova il settore. Soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese, che rappresenta la base associativa dell’Ance. Gli otto anni difficili - dal 2009 ad oggi - che hanno lasciato sul terreno morti e feriti. I numeri sono impressionanti: tra il 2008 e il 2015, le costruzioni hanno visto un calo del 34,8% degli investimenti, nello stesso periodo è stata registrata un’emorragia di 502mila addetti diretti delle imprese edili (senza cioè contare l’indotto). Ma soprattutto, tra il 2008 e il 2013, le costruzioni hanno subito la fuoriuscita dal sistema quasi 80mila imprese, pari a una diminuzione complessiva del 12,7 per cento».
Peraltro, la crisi non ha mancato di ripercuotersi pesantemente sui costi di una struttura organizzativa che poggia su una rappresentanza diffusa e capillare sul territorio da parte dei costruttori edili.
Comprensibili, dunque i malumori da parte di una categoria che non ha ancora concretamente assaggiato alcun antipasto della ripresa economica, i cui segnali pure non mancano.

Nonostante tutto, come si diceva, i malumori sono rientrati. «Il Comitato di presidenza - si legge nel comunicato diffuso ieri - riunito oggi a Roma, ha approvato un documento conclusivo nel quale si esprime “piena fiducia e totale appoggio al Presidente e alla sua squadra, confermandogli il più ampio mandato a perseguire gli obiettivi che sono stati posti con la sua elezione”».

«Premesso, infatti - prosegue il comunicato - che “la prolungata crisi economica e finanziaria, che ha colpito il settore dell'edilizia, ha profondamente inciso in termini di dimensione, composizione e struttura delle imprese”, contribuendo di fatto “ad acuire le differenze tra imprese di piccola dimensione e quelle medio-grandi”, il Comitato di presidenza ribadisce che il ruolo dell'Associazione è quello “di supportare le imprese nell'affrontare il rapido cambiamento del contesto in cui operano, con particolare attenzione all'innovazione di processo e di prodotto, alla ricerca tecnologica, alla progettazione, all'utilizzo di nuovi materiali, all'informatica applicata”».
«Bisogna inoltre, si legge nel documento, “traguardare modelli produttivi nell'ambito di una nuova politica industriale, coniugando la legittima difesa degli interessi delle piccole imprese, asse portante dell'economia del nostro paese e del sistema associativo, con una visione di lungo periodo che abbia come obiettivo la crescita e lo sviluppo del settore sotto il profilo patrimoniale, organizzativo, manageriale e formativo”. Alla luce del grande quadro di coesione emerso, il Presidente De Albertis ha “assicurato che proseguirà il suo mandato per gli anni futuri con impegno e determinazione”».


© RIPRODUZIONE RISERVATA