Lavori Pubblici

Riforma appalti/2. Ecco la bozza del decreto. Arriva il bollino di Cantone sugli enti appaltanti

Giuseppe Latour

Codice di 220 articoli - Cabina di regia a Palazzo Chigi per monitorare l'attuazione - Offerta più vantaggiosa e lista di commissari Anac


Un Codice di 220 articoli, con un taglio importante rispetto alla bozza da 249 circolata qualche settimana fa. E' questo il testo che approderà sul tavolo della commissione Manzione durante la sua ultima seduta. Da qui si partirà, con qualche inevitabile aggiustamento, per consegnare al Consiglio dei ministri un testo da approvare nei prossimi giorni. Sono molte le novità che, con le ultime limature, hanno preso forma. A partire dalla cabina di regia di Palazzo Chigi: i suoi compiti sono stati meglio integrati con quelli dell'Autorità anticorruzione. All'Anac di Raffaele Cantone sarà lasciato campo libero sulla regolazione. Una novità importantissima arriva in materia di centralizzazione delle committenze e delle stazioni appaltanti: le amministrazioni che vogliono gestire procedure complesse e sopra soglie minime (40mila euro per servizi e forniture e 150mila euro per i lavori) dovranno certificarsi proprio tramite l'Anac. Viene, poi, confermata la quota dell'80% dei lavori da affidare tramite gara nell'ambito delle concessioni. Senza considerare i molti altri capitoli toccati dal testo: concessioni, progettazione e concorsi, criteri di aggiudicazione, gare elettroniche.

Cabina di regia
Viene confermata una delle novità più rilevanti delle scorse settimane, anche se in versione soft. E', così, prevista la costituzione di una cabina di regia presso la presidenza del Consiglio dei ministri. Avrà il compito di effettuare una ricognizione sullo stato di attuazione del decreto in fase di applicazione, di esaminare proposte di modifiche normative, di promuovere la realizzazione di un piano nazionale di procedure telematiche di acquisto. Per evitare sovrapposizioni con l'Anac, è stato previsto che eventuali specifiche violazioni o problemi sistemici siano segnalati all'Anticorruzione che, così, manterrà saldamente tra le mani il pallino della regolazione. Sarà un decreto di Palazzo Chigi a stabilire la composizione e le modalità di funzionamento della cabina di regia.

Criteri di aggiudicazione
Recependo l'impulso della delega, il decreto stabilisce che nelle procedure di aggiudicazione di appalti o concessioni il criterio guida è quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. La valutazione delle offerte da un punto di vista tecnico dovrà essere affidata a una commissione giudicatrice, composta da esperti inseriti nell'albo che sarà istituito presso l'Anac. Per gli incarichi di progettazione si potrà usare solo l'offerta economicamente più vantaggiosa.

Centrali di committenza
Sciolto anche il nodo delle centrali di committenza. Le stazioni appaltanti potranno procedere sempre in via autonoma per i servizi sotto i 40mila euro e per i lavori sotto i 150mila euro. Sopra questa soglia, le stazioni appaltanti potranno acquisire una qualificazione che gli permetterà di fare le gare: sarà l'Anac a tenere il relativo elenco. La qualificazione sarà conseguita in relazione alla complessità delle procedure da gestire. In alternativa, dovranno fare riferimento a una centrale di committenza o a un'unione di Comuni.

Incentivo due per cento
Cambia la ragione sociale del due per cento, l'incentivo per la progettazione dei dipendenti pubblici. Potrà essere dedicato solo alle attività di "programmazione della spesa, di predisposizione, di controllo e espletamento delle procedure di affidamento e aggiudicazione, di responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione dell'esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico". Quindi, per la progettazione la Pa dovrà rivolgersi all'esterno.

Gare elettroniche
In materia di gare elettroniche, viene stabilito che le stazioni appaltanti ricorrono a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici e che l'utilizzo di questi sistemi "non deve alterare la parità di accesso agli operatori o impedire, limitare o distorcere la concorrenza o comunque modificare l'oggetto dell'appalto, come definito dai documenti di gara". Per questa previsione, però, non vengono indicati termini o sanzioni.

Documento di gara unico europeo
All'uso del documento di gara unico europeo per la partecipazione alle gare viene dedicato un articolo specifico. Al momento della presentazione delle domande di partecipazione alle gare, le stazioni appaltanti dovranno accettare il documento unico, per facilitare la vita alle imprese. Entro il 18 aprile del 2018 il documento dovrà essere fornito in via esclusivamente telematica e consisterà "in un'autodichiarazione aggiornata come prova documentale".

Avcpass al ministero delle Infrastrutture
La documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-professionale ed economico e finanziario per partecipare alle gare dovrà essere acquisita esclusivamente attraverso l'Avcpass, come avviene ora. Ma questa banca dati sarà trasferita al ministero delle Infrastrutture e denominata "Banca nazionale degli operatori economici".

Rischio operativo
Per le concessioni viene più volte posto l'accento sul rischio operativo. Il concessionario assume il rischio operativo nel caso in cui, in condizioni operative normali, non sia garantito il recupero degli investimenti effettuati o dei costi sostenuti per la gestione dei lavori o dei servizi oggetto della concessione. La parte del rischio trasferita al concessionario deve comportare una reale esposizione alle fluttuazioni del mercato "tale per cui ogni potenziale perdita stimata subita dal concessionario non sia puramente nominale o trascurabile". Quindi, basta con le concessioni fuori mercato.

Criteri premiali
Potranno essere previsti criteri premiali, in fase di valutazione delle offerte, per le imprese che si impegnino, in caso di aggiudicazione, per l'esecuzione dell'appalto, a utilizzare anche in parte manodopera o personale a livello locale, "nel rispetto del diritto dell'Unione europea". Oppure che, in via prioritaria, utilizzino gli addetti già impiegati nel medesimo appalto.

In house
Sull'in house viene riprodotta nella sostanza la formula inserita nella delega. Ai concessionari pubblici o privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici già esistenti o di nuova aggiudicazione "è fatto obbligo di affidare una quota pari all'80% dei contratti di lavori, servizi e forniture" mediante gara. Quello che resta potrà essere affidato in house. Restano escluse da tale obbligo le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con la formula della finanza di progetto e le concessioni in essere o di nuova aggiudicazione affidate con le procedure di gara ad evidenza pubblica, "secondo il diritto dell'Unione europea".


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