Lavori Pubblici

Parla italiano il nuovo municipio di Gembloux (Belgio) firmato Demogo

Francesca Oddo

Pronta (dopo più di cinque anni) l'opera acquisita con un concorso dallo studio fondato da Simone Gobbo, Alberto Mottola e Davide De Marchi

Avevano appena 30 anni Simone Gobbo, Alberto Mottola, Davide De Marchi, noti come demogo, quando si sono aggiudicati non solo il primo premio di Europan 10 (edizione 2009-2010), ma anche l'affidamento dell'incarico per la progettazione del Municipio di Gembloux, in Belgio. Il trio si è ritrovato così a lavorare all'estero alla sua opera prima, un progetto di circa 10 mila metri quadrati di superficie per un costo complessivo di quasi 9 milioni di euro, con una committenza pubblica e con una schiera di cittadini pronti a essere coinvolti nel processi di progettazione partecipata. Insomma, un ottimo inizio per tre giovani da poco laureati, che forse in Italia, e non per mancanza di merito, non sarebbero stati premiati allo stesso modo. «Dobbiamo molto al Belgio, ci ha permesso di realizzare un'opera importante nonostante la giovane età. Non ci sono state riserve da parte dell'amministrazione comunale che in questo senso ha mostrato coraggio», affermano loro stessi, desiderosi, come è comprensibile, di potere esprimere le proprie abilità anche nel proprio Paese. «La nostra priorità rimane la possibilità di lavorare su contesti a noi congeniali: paesaggi naturali, tessuti urbani storici, preesistenze irrisolte. In Italia ci sono molti di questi luoghi in attesa di essere ripensati. Ma noi come architetti siamo solo uno degli attori coinvolti; senza la volontà politica, economica e culturale non ci potrà essere cambiamento», continuano.

Torniamo a Gembloux, una cittadina medievale di oltre 20 mila abitanti situata nella Vallonia. La richiesta del Comune era quella di riqualificare il centro urbano a partire dalla dare vita alla nuova sede del municipio, cuore pulsante delle attività e dei servizi pubblici locali. La realizzazione del progetto è stata fortemente auspicata tanto che la ricucitura e la razionalizzazione di questi spazi rientrava in un più ampio programma di sviluppo urbano sostenuto dallo stesso SPW - Service Public de Wallonie, cioè dalle autorità amministrative della Regione Vallone, che per l'occasione avevano messo a disposizione delle specifiche linee guida. L'area di progetto presentava alcune emergenze architettoniche, come "Le Beffroi", la torre campanile patrimonio mondiale dell'Unesco, e "La Maison du Bailli", entrambe di epoca medievale. Oggi l'edificio chiude uno dei lotti prospicienti la Place de l'Hotel de Ville e si apre al Parc d'Epinal.

Il progetto, oltre a rivitalizzare l'intera area creando un nuovo punto di riferimento per la comunità, introduce con la frammentazione dei suoi volumi a un'atmosfera dinamica che coinvolge le emergenze storiche esistenti e il grande parco in una teoria di inaspettati collegamenti visivi destinati a diventare i veri protagonisti della riorganizzazione urbana. Se è chiaro che l'intervento si concretizza in un edificio, d'altro canto è alle sue potenzialità di creare connessioni, rimandi, suggestioni che è affidata la strategia mirata a riallacciare fra loro le preesistenze rendendole attrici di uno spazio pubblico rinnovato e vibrante. «Le viste sui simboli di Gembloux frammentano il nuovo polo amministrativo in parti più piccole in conformità con la scala urbana e creano un programma funzionale diviso in più ambiti. La giustapposizione dei nuovi frammenti genera dei diaframmi vitrei sospesi all'interno della relazione tra le parti, luoghi di transizione, di movimento e di percezione del paesaggio urbano», spiega demogo. I volumi del nuovo municipio, che si trova in cima alla città, presentano altezze diverse, dettate dalla scelta di assecondare le curve di livello del territorio. Dalle linee contemporanee, semplici, schiette, l'intervento adotta un rivestimento in rame che, grazie alle sue caratteristiche cromatiche e di invecchiamento, lo aggancia al paesaggio e gli permette di dialogare con la città antica.


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